Anime antiche: all’amore non basta una vita

L’ultimo libro di Stefania Convalle, Anime antiche, mi ha fatto venire in mente il verso di una nota canzone di Antonello Venditti: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano“.

Che certi amori non finiscano è proprio quello che ci dimostrano i quattro personaggi del romanzo: Greg, Muriel, Lorenzo e Luna, quattro vite profondamente intrecciate nel loro passato e nel loro presente.

Muriel, una cinquantenne che non ha ancora trovato il suo “centro”, è innamorata di Lorenzo; lo chiama lo stronzo e da lui si fa prendere e lasciare continuando a soffrire. Una mattina nella vita di Muriel compare Greg, giovane, bellissimo, misterioso. Ma il mistero che nasconde Greg riguarda anche Muriel: entrambi sono “anime antiche”, si sono conosciuti e amati già in un’altra vita. Sì, il romanzo parla del ritorno in vita delle anime che hanno amato così tanto da non poter rinunciare alla persona amata e da trovare la forza di rinascere per poter riamare, soprattutto quando l’amore ha ancora tanto da dire.

La voce narrante è quella di Luna.

Le dita corrono, ma tornano indietro e le pause-sigaretta diventano tante. Faccio fatica e non è da me. Ma il perché lo so, questa storia è vera e io la devo filtrare, modificare, cercare, cercare, cercare“.

Luna racconta l’intreccio tra le storie dei personaggi che si fa via via più complesso. La narrazione si arricchisce di elementi che da una parte spiegano i misteri, dall’altra li infittiscono.

Anche Anime antiche contiene, come gli altri romanzi di Stefania Convalle, elementi che la ragione non riesce a spiegare. Occorre ricorrere alle ragioni del cuore per poter capire e vivere appieno ciò che la vita ci offre. Tanto è pulita ed essenziale la scrittura dell’autrice tanto è inutile la sola ragione per capire e per amare i suoi romanzi.

La scheda libro

Anime antiche

di Stefania Convalle

Edizioni Convalle

Anime antiche