Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti

In una fredda mattina di novembre del 1944 l’uomo nero si vestì di infame cattiveria: il dottor Mengele, l’angelo della morte, si presentò nella baracca 11 di Auschwitz-Birkenau e disse: “Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti…”.
Pochi mesi dopo, il 20 aprile 1945 nella scuola amburghese di Bullenhuser Damm 20 bambini ebrei, dopo essere stati sottoposti a inutili esperimenti medici, vennero uccisi insieme ad altri quattro prigionieri adulti: due medici francesi e 2 infermieri olandesi.
Questo libro è la ricostruzione puntuale e documentata della storia di 20 bambini ebrei, deportati da Francia, Italia, Olanda, Polonia e Slovacchia prima al campo di sterminio Auschwitz-Birkenau, poi nel campo di concentramento tedesco di Neuengamme (Amburgo), dove divennero vittime degli esperimenti medici e della brutalità insensata della politica dello sterminio del Terzo Reich.
La cronaca dell’orrore perpetrato sui 20 bambini dal medico, criminale nazista, dottor Heissmeyer e dai suoi complici, ripercorre la tragica catena di vicende –  l’arresto, la detenzione nel campo di Auschwitz-Birkenau, la separazione dai genitori, gli esperimenti medici e il terribile epilogo – attraverso documenti inediti, testimonianze, atti processuali, azioni di giustizia e di “non giustizia” eseguite nei confronti dei carnefici coinvolti nella vicenda.
Un libro che non sarebbe stato possibile senza la tenacia e lo sforzo condotto dal giornalista tedesco Günther Schwarberg, che per primo ha intrapreso le ricerche per preservare dall’oblio i 20 bambini uccisi Bullenhuser Damm, salvaguardandone così il ricordo per sempre. A lui, l’angelo dei 20 bambini, è dedicato un intero capitolo del libro di Maria Pia Bernicchia che, proprio da Schwarberg ha ricevuto il testimone per non dimenticarli mai.
Il volume è corredato da un congruo apparato di note storiche, riunite nella sezione “Approfondimenti & Chiarimenti”, indispensabile per chi voglia approfondire l’argomento.

La storia di Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti, ovvero una carezza alla Memoria di 20 bambini

Nel 2004 Proedi Editore pubblicò per la prima volta la storia di 20 bambini ebrei provenienti da tutta Europa, vittime della barbarie nazista: deportati ad Auschwitz prima, usati come cavie umane in Germania poi e infine uccisi per cancellare le “prove” di un assurdo quanto inutile crimine. Era stata Maria Pia Bernicchia ad affidarla all’editore, tradotta e adattata dall’opera di un giornalista tedesco, buono e coraggioso: Günther Schwarberg. Il primo ad aver reso nota al mondo la tragedia dei “20 bambini di Bullenhuser Damm” sulle pagine del settimanale “Stern” – che dall’8 marzo 1979, per sei settimane, la pubblicò insieme a parte degli Atti del Processo di Curio-Haus e alla sentenza – e, nove anni dopo, con il suo primo libro, Il medico delle SS e i bambini (tradotto in sei lingue). La tenace professoressa di tedesco veronese, dopo aver incontrato Günther, adotta i “20 bambini di Bullenhuser Damm” e decide di impegnarsi a fondo per restituire loro le carezza negate e la Memoria.Traduce, adattandoli, i libri di Schwarberg, contatta Proedi Editore e, insieme, danno vita a un “piccolo libro”.
Un “piccolo libro” destinato a crescere e a far crescere.
Nel 2004 si intitolava I 20 bambini di Bullenhuser Damm, e aveva 96 pagine.
Nel 2011, alla sua quinta ristampa, le pagine erano diventate 120. Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti era il suo titolo.
Nell’arco di sette anni ne furono fatte cinque ristampe, una versione in ebraico, una versione eBook nel 2012, sia in italiano, sia in inglese.
In dieci anni, la storia dei “20 bambini di Bullenhuser Damm”, tenacemente accudita e ampiamente diffusa da Maria Pia Bernicchia e Proedi Editore, è entrata nelle scuole italiane, nel cuore degli studenti e degli insegnanti ed è diventata un riferimento anche per storici e ricercatori in Italia e nel mondo.
Molte sono state le iniziative parallele legate alla memoria dei “20 bambini di Bullenhuser Damm”, quali il sostegno derivante da parte dei proventi derivati dalla vendita del “piccolo libro” al progetto Gugulethu per la lotta contro la tubercolosi nei bambini sudafricani, al progetto case-accoglienza per bambini malati di tumore della Lilit, alla realizzazione della biblioteca del Memoriale della Shoah di Milano, senza contare i giardini di rose bianche, piantati in Italia, in Germania, a Gerusalemme e i parchi e le strade intitolati ai bambini e a Günther Schwarberg ad Amburgo.
Maria Pia Bernicchia e Proedi Editore hanno raccolto il testimone lasciato da Günther Schwarberg. Insieme hanno proseguito le ricerche, gli studi, hanno mantenuto i contatti con i parenti delle piccole vittime, hanno tessuto altre trame, hanno collaborato alla realizzazione del documentario prodotto da RAI STORIA, di Gianluca Miligi, Rose bianche su sfondo nero. I bambini di Bullenhuser Damm.

Così la storia dei “20 bambini di Bullenhuser Damm” è diventata una grande, indimenticabile storia. Leggetela e accarezzate anche voi la Memoria di questi  20 bambini. E ricordate che acquistando il libro contribuirete alla realizzazione della Biblioteca del Memoriale della Shoah di Milano.

 

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