Città d’argento, dal massacro di Srebrenica un monito per il nostro futuro

Odiare a chi serve? Odiare a che serve? A queste importanti domande prova a rispondere Marco Erba nel suo ultimo romanzo, Città d’argento, edito da Rizzoli.

Città d’argento racconta la storia di Greta, studentessa liceale quattordicenne , che divide la passione per il nuoto con l’amica-nemica Anna, sua compagna di classe.

Il padre di Greta, Edin, di famiglia bosniaca musulmana originaria di Srebrenica, ha vissuto la guerra in Bosnia Erzegovina e porta tante croci nel cuore, così tante da non riuscire a ritornare nella sua terra natia neanche per far visita alla mamma malata, Ema, che ora vive a Sarajevo.

Complice una gara di nuoto che si svolge proprio a Sarajevo e a cui Greta deve partecipare, la famiglia decide di affrontare un viaggio, anche nel passato, che cambierà nel profondo tutti i componenti della famiglia.

Città d’argento è un libro avvicente sotto tutti i punti di vista: la trama che racconta della competizione non solo sportiva e non sempre sana, tra Greta e Anna; i diversi protagonisti del presente e del passato che toccano il cuore, ma soprattutto l’incontro di Greta con la storia del massacro di Srebrenica, vissuto in prima persona dalla famiglia di suo padre.  Una storia di follia umana, di odio seminato ad arte e di migliaia di famiglie distrutte.

L’esercito dei serbi di Bosnia assediò la città. Srebrenica era una città musulmana in mezzo al loro territorio, a pochi chilometri dal confine della Serbia: non potevano tollerare quel fastidioso neo al centro della loro patria.

I danni dell’odio sono i veri protagonisti di questo libro che vuole metterci in guardia: attenzione a chi parla facendo leva sulle paure delle persone; il pericolo, e la storia ce lo insegna, è che la paura venga strumentalizzata e trasformata in atti pericolosi per il seguito che possono avere.

La guerra era la tua parte animale che veniva fuori e che, una volta risvegliata, non si fermava più.

Dinamiche che abbiamo visto in passato ma che poco ci hanno insegnato e che ancora serpeggiano facendo leva su elementari meccanismi della natura umana: la paura del diverso, la comodità di ragionare per semplificazioni, la necessità di sentirsi potenti.

L’odio si può vincere? Sì, certo ma si deve pensare con la propria testa e questo costa fatica. Una fatica mentale che la mamma di Edin per prima riuscirà ad affrontare e che darà, anche al figlio e alla nipote, gli strumenti per riaccendere la loro capacità di ragionare.

Io non odio nessuno (…) Non ti dico che non soffro per quello che è successo. Ma, prima di essere un sentimento, l’odio è una scelta, e io ho scelto di non odiare.

L’autore è davvero capace di parlare al cuore degli adolescenti (e non solo) e di trasmettere concetti complessi e spunti di riflessione attraverso storie in cui tutti i ragazzi possono riconoscersi. Il meccanismo di identificazione con i protagonisti dei suoi libri è la chiave di volta per portarli ad alzare lo sguardoe a cimentarsi con i grandi temi della vita.

La verità è il regalo più grande che possiamo fare agli altri e a noi stessi.

La scheda libro

Città d’argento

di Marco Erba

Rizzoli

Città d'argento

Di Marco Erba abbiamo recensito anche

Fra me e te

Quando mi riconoscerai

Il segreto della spada rubina

Insegnare non basta

Ci baciamo a settembre