Non perdiamo neanche un’occasione per darci “Due milioni di baci”!

Due milioni di baci“, bacio più bacio meno, sono quelli che Alessandro Milan conta di aver dato ai suoi figli preadolescenti da quando sono nati. E continua a contarli, questi baci, tanto da farli diventare coprotagonisti del suo secondo romanzo “Due milioni di baci“, appunto.

Baciare i suoi figli (Angelica e Mattia) è per Milan un bellissimo “rito” familiare che ci porta a soffermarci sull’importanza di questo piccolo grande gesto.

Nel romanzo l’autore ripercorre tutti baci che ha dato e quelli che ha mancato e, per ogni bacio, ci regala un piccolo pezzettino della sua vita: l’infanzia a Sesto San Giovanni tra il cono di panna montata e gli gnocchi di cannella della mamma, la prima fidanzata Paola, la moglie Francesca scomparsa nel 2016 (leggi la recensione del libro a lei dedicato “Mi vivi dentro), i figli alle prese con un difficile periodo di crescita che lo mette a dura prova.

“Chi ce la fa bene, oggigiorno con i figli? Un rapido giro mentale sui miei amici con prole, e tutti, chi più chi meno, mi raccontano di sfide quotidiane massacranti. Ma sì, dai, Ale, è una battaglia giornaliera per tutti, è trincea perenne, è guerra di logoramento, è resistenza, lotta, litigi, incazzature, rabbia, ira, frustrazioni. Poi, improvvise, inattese, piccole gioie. Effimere, caduche, temporanee. Sperando in un futuro, neanche tanto immediato, che possa far sedimentare nei figli alcuni, pochi, essenziali valori”.

Negli sprazzi di vita raccontati da Milan, tra passato e presente, ognuno di noi si può riconoscere: le emozioni che  tutti abbiamo conservato, i profumi che abbiamo respirato, le delusioni e le paure che abbiamo vissuto, rendono l’autore così vicino a noi da farlo sembrare un amico di famiglia. 

Costribuiscono all’identificazione tra il lettore e l’autore le chat tra amiche e amici in cui tutti possiamo riconoscerci sia per i temi sia per i toni.

Il tono gentile e discreto della narrazione è un piacevole valore aggiunto.

Ho sentito particolarmente vicino questo romanzo perché faccio parte di una generazione che di baci ne ha avuti pochi dai genitori ma ne dà tantissimi ai figli. E i nostri genitori, che ora sono nonni, sembra stiano recuperando tutti i baci non dati a noi, baciando i nipoti ogni volta che possono.

Uno dei momenti più belli della mia giornata è il mattino, quando sveglio i miei figli che, ancora mezzi addormentati, mi abbracciano e mi baciano come se non ci fosse un domani. Poi si svegliano del tutto, si staccano da me e ricominciano a preadolescere. Ma intanto io continuo a collezionare i loro baci.

La scheda libro

Due milioni di baci

di Alessandro Milan

DeA Planeta

Due milioni di baci