“Faccio quello che posso” ma voglio farlo bene – Intervista ad Alessandra Spada

Faccio quello che posso- Appunti per genitori che vogliono crescere brave persone“, di Alessandra Spada è un libro, edito da Demetra, che tratta tematiche genitoriali in modo davvero non banale. Il testo è capace di “fotografare” i momenti in cui i genitori agiscono sulla scorta delle emozioni e di far loro leggere quei momenti con calma e serenità. E’ un libro che aiuta a essere più consapevoli e lo fa in modo educato e cortese, cosa per niente scontata. Tantissimi sono gli spunti, i consigli e anche le letture da annotarsi per godersi un po’ di più la crescita dei propri figli.

QUISILEGGE ha intervistato l’autrice, Alessandra Spada.

 

 

QSL – Sono tante le mamme che scrivono ma solitamente si concentrano sui dettagli di una fase della vita dei figli. Il tuo libro è differente. Sale di un livello e ci fa guardare temi, fasi, problemi da un gradino più alto. Io, da mamma, ho trovato questo approccio molto rassicurante. E’ una scelta o il felice risultato di un diario lungo anni?

SPADA – Accipicchia, non so se sono salita di un livello, ma grazie.

In ogni caso sono state entrambe le cose, una scelta e un lungo percorso.
Ho sempre letto e scritto tanto, per lavoro in università, per passione fuori.
Da che ho memoria ho trovato conforto nelle pagine di un libro e ho riordinato i pensieri in quelle di un quaderno.

Quando sono diventata madre entrambe le azioni sono diventate una necessità e hanno trovato una loro forma. Una scrittura breve, appunti per non perdere il filo delle cose. E molte letture intense, per confrontarmi, confortarmi e ricordarmi dove volevo andare.

A un certo punto poi, i miei due mondi sono entrati in conflitto.
Quando sul lavoro mi hanno fatto pesare le maternità, quando delle porte si sono davvero chiuse davanti al mio ennesimo pancione, ho prima pianto, poi cercato un modo per reagire.
E qui è venuta la scelta. E ancora una volta mi sono venute in soccorso le letture.
Ho scoperto che da qualche parte del mondo qualcuno stava raccontando e studiando quello che io, e molte madri, stavamo vivendo. Ho pensato che fosse assurdo essere in tanti a essere soli.

Mi sono chiesta se anche io potevo essere utile, e trovare un senso che andasse al di là della mia singola esperienza. Da lì ho pensato che forse i miei appunti potessero essere utili a qualcuno. E che sarebbe stato bello darsi una mano, scambiare esperienze, ricucire quei frammenti di sapere condiviso che si sono persi per strada.

QSL – Ho molto apprezzato la suddivisione del libro per temi, a mio parere davvero non banali. Quali sono i vantaggi di “leggere” la crescita dei nostri figli secondo aree non convenzionali?

SPADA – È di sicuro uno dei risultati del diventare madre più volte di seguito.
Ogni volta ho attraversato le stesse fasi in modo diverso. Ero diversa io, lo era la nostra famiglia, che cambia con ogni nuova nascita.
Ma ci sono anche emozioni profonde che si rinnovano e valori che si riconfermano.
Quando ho cercato di mettere ordine nei miei diari colorati, mi sono concessa il lusso della prospettiva. E riguardando il percorso fatto fino a qui, ho trovato i cinque temi in cui è organizzato il libro. Che valgono per il mio bambino più piccolo, come per i suoi fratelli adolescenti, ma soprattutto per me che sono genitore di tutti loro per sempre. Il vantaggio di rintracciare un filo conduttore, fatto di valori e emozioni, è non perdersi, ma tentare di essere ogni volta il miglior genitore possibile per ciascuno di loro, che non sono la stessa persona.

QSL –  Il libro è pieno di spunti per approcciare in modo sereno la crescita dei bambini. Questa serenità che trasmetti in modo tangibile fa parte del tuo carattere o è un regalo delle maternità?

SPADA – Una faticosa conquista!
Da bambina ho avuto un’infanzia non proprio ordinaria, e non mi è piaciuto. Io volevo essere normale. Ci ho messo parecchio tempo a capire che la normalità non è un obiettivo grandioso. Con gli anni ho imparato che invece la serenità è una gran cosa da regalare ai propri figli. Ma che ciascuno di noi può solo arrivarci lungo il proprio percorso, con le proprie forze. I genitori possono al massimo fare il tifo e mettere in tavola un buon pasto caldo.

QSL – Nel capitolo “Disegnare le regole” tratti temi importanti come lavoro, legalità, denaro, giustizia. Puoi spiegare questa scelta?

SPADA – Il sottotitolo del libro è: per genitori che vogliono crescere delle brave persone.
Ecco per me qui sta il valore civile del lavoro di cura. Come genitori, noi abbiamo una responsabilità a due direzioni, una personale, privata, intima, che riguarda solo la nostra famiglia e attinge a istinto, emozioni, sentimenti.
Ma c’è anche una direzione verso l’esterno, il resto del mondo. Se tutto va come deve, i nostri figli ci sopravvivranno e costruiranno loro il mondo di domani.
Oggi ci viene naturale proteggerli dalle brutture del mondo, ma è nostro dovere attrezzarli e trasmettere loro dei valori. Potranno accettarli o demolirli, quando saranno in grado di scegliere, ma eviteranno loro lo smarrimento del vuoto.
Per farlo dobbiamo essere disponibili a parlare di faccende serie, esporci raccontando loro come la pensiamo e perché. I bambini hanno un innato profondo senso di giustizia e una morale rigorosissima, sta a noi nutrirli perché crescano delle brave persone.

QSL – Un capitolo importante riguarda la scuola. Mi sembra l’unico argomento per il quale traspaia un po’ di rabbia per la differenza tra l’organizzazione d’oltralpe e quella italiana. Secondo te quali sono gli errori più grandi dell’approccio italiano?

SPADA – Prima ancora che di un errore, si tratta di una scelta di fondo da cui discendono tutte le altre: l’investimento.
Dove abito ora il 23% del bilancio del Cantone è investito nell’educazione. È una scelta molto precisa, il modo in cui lo Stato guarda ai più giovani come al proprio futuro e investe in loro. E questo si respira subito dal primo giorno di scuola dei più piccoli: noi investiamo te, ti diamo molto e ci aspettiamo molto. Qui gli insegnanti hanno una preparazione pedagogica eccellente e adeguata alla fascia d’età con cui lavorano. Sono formati per ogni aspetto della vita scolastica, dall’integrazione di allievi non francofoni, all’accompagnamento della loro classe su una pista di sci.

Io ho lasciato il cuore nella scuola italiana. Mi è dispiaciuto moltissimo portare via i miei figli dalle loro classi. Ma vista da qui, la vedo piena di bravi insegnanti che fanno quello che possono in una imbarazzante carenza di risorse. Lavorano in edifici vetusti e insicuri, in un clima di scarso riconoscimento sociale, per il quale non vedo abbastanza indignazione. La situazione di emergenza fa pian piano tollerare cose che qui faccio fatica a far capire, come dover comperare sapone e carta igienica.

Poi ci sono alcune ossessioni, quella della sicurezza e dei regolamenti per esempio. Qui il regolamento di tutto l’istituto è una pagina, l’intervallo si fa all’aperto, il cortile non è recintato, c’è solo scritto: non si supera la linea gialla. E nessuno la supera.

QSL – A chi pensi possa essere utile il tuo libro?

SPADA – Mi piacerebbe potesse risparmiare qualche ansia a futuri genitori, ma anche che facesse venir voglia di parlare e condividere a miei coetanei. Non vorrei fosse finita qui, per questo sul blog (www.faccioquellocheposso.com) ho lanciato il passaparola, a cui stanno rispondendo in tanti: una parola che sia importante per voi, che dica del vostro essere genitori. Io le impagino e le pubblico firmate, alla fine potremmo aver ricostruito un pezzetto di sapere collettivo.

 

 

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