“I nostri libri divertono e intrattengono con leggerezza”, Intervista a Chiara Santoianni, curatrice della collana “A cuor leggero” (ed. CentoAutori)

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Divertire e intrattenere trattando i temi del nostro tempo, questo il filo rosso dei romanzi della collana “A cuor leggero”, curata da Chiara Santoianni*, giornalista, docente, scrittice e blogger che Quisilegge ha intervistato sulla “chick lit” italiana.

QSL – La collana “A cuor leggero” delle edizioni Cento Autori ha un anno. Facciamo un bilancio: come è stata accolta? Quali sono i risultati?

SANTOIANNI – Il primo volume della collana “A cuor leggero”, Mi vuoi sposare? di Elisabetta Belotti, è uscito nel giugno 2015, seguito in autunno da Non voglio essere famosa! di Elena Depaoli e dal mio, Cocktail di cuori. I primi riscontri sono stati positivi, così abbiamo deciso di continuare: sono di recentissima uscita Tra le stelle le onde, di Luce Loi, e Scherzi del destino, di Chiara Gily. E io sto scrivendo il sesto volume, per ora top secret! È ancora presto per fare un bilancio, tuttavia posso dire che l’accoglienza è stata buona: le lettrici hanno compreso lo spirito dei nostri testi, che è quello di divertire e di intrattenere con leggerezza, affrontando comunque temi importanti del nostro tempo. Un risultato speciale c’è stato: un notissimo settimanale diffonderà in allegato uno dei libri della collana, permettendoci di raggiungere in tutte le edicole anche il pubblico dei lettori di riviste.

QSL – L’editore definisce questa una collana di “chick lit”, termine anglosassone che significa “letteratura per pollastrelle”, con valenza non sempre positiva. È stato, invece, efficace autodefinire i libri di questa collana “chick lit”? È stato sdoganato questo termine?

SANTOIANNI – Oggi si parla tanto di chick lit, senza però conoscerne davvero le origini, che si possono intuire dal nome: la definizione “letteratura per pollastrelle” (dall’inglese chicken, poi abbreviato dallo slang americano in chick) è chiaramente ironica. L’autoironia delle protagoniste è, infatti, la colonna portante del genere, che inizia – se vogliamo attribuirgli una data – nel 1995 con Il diario di Bridget Jones e continua con una serie di romanzi, ma anche telefilm e film, in cui agiscono donne con le caratteristiche del nostro tempo: spesso single o alla (tormentata) ricerca dell’uomo ideale, in carriera, assillate dall’estetica, circondate dalla solidarietà degli amici più che da quella familiare. Non si tratta di cliché necessari da rispettare, ma dell’interpretazione che la letteratura fa della vita reale. Il chick lit non è, come si tende a pensare, un calderone che comprende tutta la categoria dei romanzi ‘per donne’, ma dovrebbe essere il discendente diretto dell’umorismo anglosassone, che è un umorismo sottile, ironico, indiretto. Per questo, qualcuno indica tra i suoi antesignani Jane Austin; e io personalmente includerei nel genere anche le prime autrici che, negli anni Sessanta e Settanta, iniziavano a descrivere in maniera autoironica la loro vita domestica, come Erma Bombeck o Luisella Fiumi. Con “A cuor leggero” vogliamo inserirci nel solco di questa tradizione, intendendo il chick lit nella sua accezione migliore.

QSL – Il giornalista de “Il Giornale” Massimiliano Parente sostiene che i libri di Chiara Gamberale e Federica Bosco siano “chick lit” e individua anche uomini dediti al genere (Luca Bianchini, Federico Moccia). Sei d’accordo?

SANTOIANNI – Per quanto riguarda Federica Bosco, sì, sono assolutamente d’accordo. Alla fine, discendiamo tutte da Helen Fielding, per cui ho trovato elementi comuni, nelle tematiche e nello stile, tra i miei romanzi e quelli della Bosco, come pure tra i nostri libri e Un anno di Gloria di Alessandra Casella, indubbio capostipite della chick lit italiana. Non includerei, invece, Chiara Gamberale, che tra l’altro non ama essere accomunata a un genere in particolare. Luca Bianchini e Federico Moccia sono autori di grande successo, ma non li ho letti: se li avessi ‘sentiti’ chick lit probabilmente lo avrei fatto.

QSL – Parliamo del tuo libro “Cocktail di cuori”, un libro sulla realizzazione personale e sull’identità che dici “non avere niente di romantico”.

SANTOIANNI – Sì, ho specificato che il mio libro non ha niente di romantico perché tutte le storie d’amore (che sono soltanto un contorno alla vicenda principale e si mescolano tra loro come gli ingredienti di un cocktail, con risultati imprevedibili) sono trattate in maniera ironica. Nonostante il titolo, la storia di Penelope, 24enne italiana che lavora da sei anni a Londra come barista in attesa di sfondare nel mondo editoriale inglese, è la storia di un percorso personale. La protagonista – che ha raccontato ai genitori di essere prossima alla laurea in Medicina e di avere un fidanzato perfetto, inventandosi una vita virtuale fasulla – ha deciso di non realizzare ciò che gli altri si aspettano da lei, ma di perseguire ciò che desidera realmente per se stessa. Come spesso vorrebbero fare, ma non possono, le donne di oggi, che devono dividersi tra i doveri familiari, un lavoro necessario ma non sempre ideale e le loro vere aspirazioni.

QSL – Sei una persona vulcanica. I tuoi progetti futuri?

SANTOIANNI – Nei miei progetti futuri ci sono numerosi libri. Purtroppo, per le ragioni di cui sopra, non ho avuto ancora il tempo di scriverli tutti! Ma leggerete senz’altro il sequel di Cocktail di cuori, che sarà edito da Cento Autori. Sto anche preparando un saggio su una tematica completamente diversa, legata a un mio percorso di studi, e vorrei portare a compimento una serie di progetti iniziati nel campo della manualistica di viaggio. E, prima o poi, scriverò anche un romanzo ambientato nella mia città, al quale penso da tempo.

 

*Chiara Santoianni, giornalista e docente, counselor, pubblica dal 1984 e ha collaborato a numerosi quotidiani e periodici italiani. È autrice del saggio Popular music e comunicazioni di massa (ESI, 1993), del manuale Sicurezza informatica a 360° (Edizioni Master, 2003), del libro per ragazzi Preso nella Rete (Sesat Edizioni, 2012). Ha scritto inoltre il romanzo umoristico Il lavoro più (in)adatto a una donna (Cento Autori, 2011) e i romanzi di chick lit Il Diario di Lara(ARPANet, 2009), Provaci ancora, Lara! (ARPANet, 2012) − vincitori delle edizioni 2008 e 2012 del concorso ChickCult − e Cocktail di cuori (Cento Autori, 2015). È autrice e curatrice della raccolta di racconti di chick lit Volevo fare la casalinga (e invece sono una donna in carriera)(Albus 2012); autrice delle guide turistiche Enogastronomia, Turismo Balneare, Turismo Giovanile, Turismo Enogastronomico (Electa Napoli, 2004-2006); co-autrice delle guide di viaggio Pacific Coast (Edimar, 1999) e Napoli. Costa e isole (De Agostini, 2002). Suoi racconti sono contenuti nei volumi collettivi Lavoro in corso (Albus Edizioni, 2008), Timing semiserio per un matrimonio quasi perfetto (ARPANet, 2011), Non proprio così (Giulio Perrone, 2011),ManifestAmi (2013). Ha scritto per anni la rubrica Numerando per la rivista d’informatica “Internet Magazine”. Ha inoltre ideato e realizzato il sito web Chiara’s Angels − finalista al Premio DonnaèWeb e all’Italian eContent Award 2006 − e il blog di recensioni librarie Spazio Autrici. La sua passione, oltre alla scrittura, è la tecnologia in tutte le sue forme.

Un commento

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