Il comodino di…Luca Levati, direttore di Radio Lombardia

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QSL – Due comodini Luca…

LEVATI – Si, sul primo ci sono i libri che sto leggendo adesso, sull’altro i tre che, negli ultimi dieci anni, ho particolarmente apprezzato.

QSL – Partiamo da “Titoli di coda”, di Pietro Markaris.

LEVATI – In Italia questo autore non è molto famoso ma ha creato il personaggio del commissario Charitos che molti paragonano a Maigret o Montalbano. Lo leggo da  anni e attraverso i suoi romanzi ho potuto seguire la crisi greca in tempo reale, crisi che si è affacciata nei suoi ultimi libri diventando un personaggio dirompente.

QSL – L’altro libro che stai leggendo è “Mio padre in una scatola da scarpe”, di Giulio Cavalli.

LEVATI – Lo inizio adesso. Voglio leggerlo perché è il primo “romanzo” di denuncia di Cavalli noto per i suoi articoli e i suoi lavori teatrali contro la criminalità organizzata. Stavolta si è cimentato con un genere diverso e sono curioso di leggerlo.

QSL – Passiamo al comodino “storico”.

LEVATI – In realtà parliamo solo degli ultimi dieci anni. Se vado indietro e penso alla mia adolescenza ricordo come pietre miliari “I ragazzi della via Pal” (un must, ma l’ho capito dopo), “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, “Innamoramento e amore”, “La pedagogia degli oppressi”.

QSL – Non sono proprio tutti libri da adolescente…

LEVATI – Vero ma avevo un professore di lettere che me li ha fatti amare.

QSL – Tra i libri preferiti degli ultimi dieci anni, invece, troviamo “Alexandros”.

LEVATI – Ero molto prevenuto nei confronti di Valerio Massimo Manfredi. Ho iniziato per caso e ho letto tutto di questo autore che scrive così bene da farti recuperare una serie di passaggi storici con il gusto di leggere che non hai neanche lontanamente quando ti fanno studiare storia a scuola.

QSL – Con “Alta fedeltà”, invece, cambiamo completamente genere.

LEVATI – Ho scoperto Hornby casualmente e mi ha fatto impazzire. Quando lessi “Alda Fedeltà” uscì anche il film tratto dal suo libro “Febbre a 90” e io vi trovai le mie due grandi passioni: il calcio e la musica.

QSL – Chiude la tua top five, per dirlo con Hornby, “La nevicata dell’85”, di Colaprico-Valpreda.

LEVATI – Sono molto legato a Colaprico che conosco per lavoro. Mi sono piaciuti i suoi primi libri ma la svolta è arrivata con il commissario Binda. Colaprico è pugliese ma narra Milano con un amore che condivido.

QSL – Quando leggi?

LEVATI – Leggo la sera o nei week end ma leggo veramente tanto in vacanza, verso il tramonto, in spiaggia, quando c’è poca gente. Ecco, quello per me è il momento più bello per leggere.

QSL – Se devi scegliere un libro su cosa ti orienti?

LEVATI – In questo momento sui noir ambientati a Milano: Biondillo, Cassani e Colaprico che è quello che preferisco. Tutti e tre raccontano Milano con affetto, nostalgia. Ritrovo pezzi di vita, memoria condivisa. A volte hai la sensazione di essere solo e invece scopri quanti vissuti comuni ci siano. Una delle più belle soprese in questo senso, per esempio, è stato veder citata “Radio Lombardia” in un libro su Milano ed Expo e scoprire che la radio è parte del vissuto degli autori.

 

 

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