Il comodino di Roberto Ritondale, lo scrittore ambulante

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Roberto Ritondale, giornalista, si definisce scrittore ambulante perché gira l’Italia per presentare il suo libro spesso anche a domicilio “ovvero a casa dei lettori, senza chiedere nulla in cambio se non la presenza di una decina di amici e la degustazione di un caffè. Possibilmente buono! L’idea non nasce da un’esigenza commerciale, ma dalla necessità di uno scambio emozionale, dal desiderio di ripristinare un tipo di rapporto antico in un’epoca in cui tutto sembra virtuale, di plastica. L’amore per i libri come collante fra persone che hanno bisogno di un contatto: quello ‘umano’ e quello con la carta dei libri”.

Roberto ci presenta il suo comodino, frutto di una scelta tra una ventina di libri che tiene sul comò.

QSL – Roberto, il primo libro sul tuo comodino è La verità sul caso Harry Quebert, la storia di un giovane uomo che, vittima del blocco dello scrittore dopo il successo del suo primo libro, decide di andare a trovare il suo vecchio professore di letteratura anch’egli autore di libri di successo. Qui si troverà a indagare su un vecchio caso di cronaca.

RITONDALE – Ho comprato questo libro per caso, non sull’onda del suo successo. Mi ha sfidato la quarta di copertina che diceva “Se iniziate questo romanzo, siete fottuti”. Beh, vero! Mi sono appassionato alla trama ma anche al rapporto tra i due scrittori: ogni capitolo si apre con una piccola lezione sui segreti della scrittura. Poi mi sono riconosciuto perché anch’io mi sono imbattuto nel blocco dello scrittore: sono uno “scrittore carsico”  e come i fiumi carsici sai dove si inabissano ma non sai dove rispunteranno.

QSL – Salendo troviamo E nel cielo brillano le stelle, di Pietro Moros.

RITONDALE – Si, mi è piaciuto il titolo (contiene la parola cielo, come il mio), mi è piaciuta la copertina. E’ un romanzo ben scritto sul rapporto tra il padre e la figlia, un’adolescente problematica. E’ del mio stesso editore che sta crescendo in modo esponenziale.

QSL – Il terzo libro è 1984, di George Orwell, un romanzo distopico, come il tuo Sotto un cielo di carta nel quale, fra l’altro, lo citi espressamente.

RITONDALE – Da Orwell ho preso il gusto per il paradosso che mette in luce la stupidità e l’assurdità dei regimi. Il mio libro parla di un regime, quello di Sainon, che ha vietato ogni tipo di carta e le persone sono costrette a utilizzare solo un tablet perennemente controllato da un server governativo. Gli slogan di regime su cui spesso riflette Odal, l’ex cartolaio protagonista del libro, sono “Comprimere per espandere”, “Diminuire per aumentare”, “Combattere per pacificare”, ossimori, paradossi. Nel regime di Sainon la norma che cancella la carta è il Codice 2435 che è la somma di 1984 (di Orwell) e 451 (da Fahrenheit 451, di Bradbury). Un omaggio a due grandi.

QSL – Troviamo poi, un libro molto particolare: Il viaggio dell’eroe, di Christopher Vogler.

RITONDALE – Questo testo insegna che non bisogna mai smettere di imparare e di studiare. Il lavoro dello scrittore somiglia più a quello di un artigiano che a quello di un artista. Come dimostra Vogler, in tutti i libri e i film di successo c’è uno schema di personaggi con ruoli precisi. E Vogler, seppur constatando che questo schema è dentro di noi, lo ha decodificato ed è oggetto di studio.

QSL – Cambiamo completamente genere e arriviamo a un libro di un altro autore che citi nel tuo libro: Fernando Pessoa con Quando fui outro.

RITONDALE – Il grande amore della mia vita. Ho studiato portoghese all’università per leggere Pessoa. Quando ho letto questo libro ho capito che non solo. Parla della molteplicità dell’anima ripresa poi da Tabucchi: abbiamo più anime e poi a un certo punto della vita, una diventa l’anima guida.

QSL – Il lupo della steppa, di Herman Hesse, è un altro testo citato nel tuo libro.

RITONDALE – E’ il mio breviario, letto e riletto tante volte. Spesso torno a leggere quello che ho sottolineato. Anche questo parla della duplicità dell’anima: umana e, come dico io, “lupina”, un tema che mi affascina.

QSL – L’ultimo libro sul tuo comodino è Felicemente Sconnessi, di Frances Booth.

RITONDALE -Questo libro l’ho scelto perché è il trait d’union tra Sotto un cielo di carta e il libro che sto scrivendo, ambientato nella società attuale, che parla di un uomo vittima dei social network. Anche per questo libro sto studiando e mi sto documentando, ripeto, il lavoro dello scrittore è un lavoro di artigiano non di artista.

QSL – Come scegli i tuoi libri?

RITONDALE – Di un libro guardo la copertina, lo annuso e poi leggo la quarta di copertina. Spesso compro libri di cui ho letto buone recensioni. Se però il libro non mi piace, lo abbandono.

QSL – Inutile chiederti se preferisci la carta o l’e-book…

RITONDALE – Si, inutile (ride). Anche i miei libri non esistono in formato elettronico.

QSL – Tornando al tuo libro, stai avendo un ottimo riscontro di pubblico e spesso lo presenti nelle scuole.

RITONDALE – Si molte classi fanno prima un lavoro sul testo e poi mi chiamano per parlarne con i ragazzi che mostrano sempre un grande interesse. La soddisfazione più grande sono i genitori che mi scrivono “finalmente ho visto mio figlio con un libro in mano e non attaccato alla play station!”

 

Per conoscere meglio Roberto Ritondale potete seguire il suo sito http://www.robertoritondale.it/ e il suo blog  Il sole tra le mani

Roberto Ritondale presenterà il suo libro, sabato 30 aprile, alle ore 17, alla Bottega del Libro di via Bourdillon 11 – Cernusco sul Naviglio. A presentarlo Roberto Spoldi, coordinatore del Gruppo di Lettura di Segrate.

 

 

 

 

 

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