L’Ickabog, una fiaba bellissima perché tutti meritiamo un lieto fine

Ho accolto con piacere la proposta del portale GoodBook di segnalare il libro che mi ha dato più conforto nel 2020, un anno difficile per tutti.

I libri per me sono sempre di grande conforto, ma quest’anno, a parte il periodo del primo lockdown in cui non sono riuscita a leggere proprio niente, uno in particolare mi ha fatto stare proprio bene: è L’Ickabog di J.K. Rowling, la creatrice di Harry Potter (Salani Editore).

L’Ickabog è una fiaba che si svolge nel regno di Cornucopia, una prospera nazione governata dal re Teo, detto il Temerario ma che proprio temerario non è. Re Teo ha due consiglieri, avidi e senza scrupoli, Scaracchino e Flappone, che indirizzeranno le azioni del re nella caccia allo spaventoso mostro che abita le paludi del regno: l’Ickabog.

La sua terribile “presenza” divide il regno in chi ci crede e paga le tasse per sostenere i soldati che lo combattono e chi non ci crede, bollato come “traditore” e punito o con la morte o con la prigionia. Tra i personaggi chiave del libro ci sono la signora Raggianti, sopraffina pasticciera di corte e il suo coraggioso figlio Robi; e l’intelligente e buona Margherita figlia del falegname Di Maggio.

Un intreccio che fa soffrire il lettore per le prepotenze di Flappone e Scaracchino, ma che accende il tifo per chi ha capito che non è tutto come sembra.

L’ambientazione, le strategie politiche per tenere il popolo sotto controllo e la ricerca della verità sono gli ingredienti che mi hanno affascinato.

Tanti, troppi, i paragoni con quello che l’umanità subisce ciclicamente, ma il non arrendersi ai pensieri preconfezionati e ricercare con convinzione la libertà porta al lieto fine che tutti ci meritiamo.

Soprattutto quest’anno.

Qui i comfort book 2020 delle altre colleghe blogger pubblicate sul portale GoodBook

La scheda libro

Ickabog

di J.K. Rowling

Salani Editore

Ickabog recensione