La maestra Cristina: “Così faccio innamorare i bambini della lettura”

Gli studenti della quinta A in “seduta di lettura”

“Domani portate coperta, cuscino, sacco a pelo, calze antiscivolo e il vostro libro preferito”.  Così la maestra Cristina Ghidoni, di Cernusco sul Naviglio, annuncia ai suoi studenti di quinta elementare il “Pomeriggio di lettura”, un’iniziativa di promozione della lettura originale che piace ai genitori, ma soprattutto ai bambini. Abbiamo scelto di raccontarla proprio nella settimana dell’iniziativa nazionale “#ioleggoperché” dedicata alle biblioteche scolastiche.

QUI SI LEGGE – Maestra Cristina, come nasce l’idea di far leggere i bambini creando, a scuola, un contesto diverso dall’aula?

CRISTINA GHIDONI – A me piace cambiare, mi guardo intorno, leggo mi aggiorno, fa parte del mio carattere. Nel corso degli anni ho percorso strade sempre nuove arricchite dall’esperienza di essere madre. Cerco continuamente nuovi metodi per far leggere i bambini sapendo e accettando che non tutti si innamoreranno delle stesse cose. A scuola io creo un’occasione per sviluppare una passione, un interesse e per assecondare l’interesse dei bambini occorre dar loro il giusto spazio e mostrare un’ampia offerta in modo che possano scegliere.

QSL – Ha parlato del giusto spazio. Quando e dove leggete?

GHIDONI – Con questa classe, quattro anni fa, ho iniziato a ricavare due ore e mezza  nelle ore pomeridiane e a dedicare uno spazio fisico alla lettura: si legge un intero pomeriggio, fuori dall’aula, con tutto ciò che crea relax: coperte, cuscini, sacco, a pelo, calze antiscivolo e anche il pigiamino, se vogliono. Scelgono la posizione più comoda, si mettono vicino a chi desiderano e portano ciò che vogliono leggere: un libro ma anche i fumetti. Due ore e mezza sono lunghe quindi io interrompo ogni tanto per leggere qualcosa ad alta voce. Alla fine del pomeriggio o il giorno dopo commentiamo insieme. Qualcuno dice addirittura che i miei interventi disturbano la lettura 🙂

QSL – Questo metodo ha avuto buoni risultati?

GHIDONI – Ho avuto grandi soddisfazioni: bambini che non leggevano assolutamente niente e che poi, a un certo punto, si sono innamorati di un genere.

Sto provando a stimolarli anche con un altro metodo: l’audio libro. Ho provato prima su me stessa, in auto, alternando la musica a un audio libro; insieme abbiamo ascoltato La fabbrica di cioccolato. Anche l’ascolto può essere utile per farli innamorare delle storie. Io per prima so che siamo diversi e accetto il fatto che potrebbe non scattare nulla o non scattare nello stesso momento per tutti. Cerco solo di farli innamorare dell’atto in sé e delle storie in generale. Getto un seme che avrà il suo tempo per germogliare.

QSL – Quanto conta il ruolo della scuola e quanto quello della famiglia per consolidare l’abitudine della lettura nei più piccoli?

GHIDONI – Fondamentale è l’esempio familiare: se in casa circolano i libri e si vive il piacere di sfogliarli, guardare le illustrazioni sin piccoli e di ascoltare qualcuno che legge ad alta voce, è più facile che i libri entrino a far parte della quotidianità. Io a scuola do un’opportunità in più per farli innamorare della lettura.

QSL – Lei fa l’insegnante da anni, trova che nell’approccio alla lettura siano cambiate le abitudini dei bambini?

GHIDONI – Oggi il tempo è più difficile da gestire perché i bambini sono distratti dalla tecnologia e dalle mille cose da fare per la scuola e per tutte le attività extrascolastiche. Ma del resto anche gli adulti soffrono delle stesse cose.

QSL – Da quanti anni insegna?

GHIDONI – Da 32 anni. Ho iniziato come insegnante di sostegno e lo sono stata per 15 anni, poi ho continuato volontariamente a fare sostegno perché credo sia un passaggio necessario nella formazione di un’insegnante a maggior ragione adesso che la soglia della normalità non ha confini così definiti. Quando ho ritenuto di aver completato il mio percorso, ho iniziato con una classe intera e questo è il quarto ciclo che completo.

QSL – Domanda d’obbligo. Quali sono i libri più importanti della sua vita e cosa sta leggendo in questo momento?

GHIDONI – Il libro della mia infanzia è Cuore (quante lacrime!); quello della giovinezza Cent’anni di solitudine; quello della maturità Due di due. Ho appena terminato Il racconto dell’ancella.