Leggiamo con i bambini “Fino a quando la mia stella brillerà” e diventiamo “Candele della Memoria”

Con l’avvicinarsi del 27 gennaio, la Giornata della Memoria, ci siamo ritrovati nel lettone tutte le sere di una settimana per leggere insieme “Fino a quando la mia stella brillerà“, di Liliana Segre, unica bambina sopravvisuta tra i 605 deportati al campo di concentramento di Auschwitz dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano.

Pur abituati a leggere insieme, lo facciamo da sempre, questo libro ci ha profondamente colpito.

Ranieri, 11 anni – Non dimentichiamo la cattiveria del genere umano

E’ un libro molto bello, mi è piaciuto il modo di raccontare gli errori e gli orrori dell’umanità in modo efficace ma adatto ai bambini. Mi è capitato di leggere cose molto più orribili e disturbanti che mi hanno fatto ben capire la frase dell’autrice:

“Successe una cosa dentro di me senza che me ne rendessi conto: a un certo punto la mia mente cominciò a rifiutare di partecipare alle cose terribili che succedevano nel campo … Io non volevo sapere. Non lasciavo il mio cervello libero di registrare quello che accadeva intorno a me. Se avessi partecipato con il cuore alle sofferenze spaventose che vedevo ogni giorno, se mi fossi affezionata a qualche prigioniera che avrei potuto veder morire da un giorno all’altro, non ce l’avrei fatta a sopportare quei giorni, uno dopo l’altro”.

La Shoah è un evento terribile che mostra quanto il genere umano possa diventare cattivo. Testimonianze come quelle di Liliana Segre sono importanti per non dimenticare di cosa siano stati capaci gli uomini e per non ripetere gli stessi errori.

Sofia, 10 anni – Non posso credere che sia successo davvero

Mentre leggevamo questo libro, mentre Liliana raccontava che dividevano le persone mandandone alcune a lavorare in condizioni assurde e alcune a morire, mi è sembrato che non potesse essere vero e che fosse solo una leggenda. Sono rimasta molto colpita da quello che lei raccontava e da come lo raccontava. Quando Liliana, dopo il campo di concentramento, tornò dai suoi parenti, raccontava che non voleva parlare di quello che aveva vissuto. Secondo me lei non sbagliava ma sbagliavano gli altri a dirle di dimenticare perché, come lei scrive:

“Come facevo a dimenticare se avevo sul corpo quei numeri eterni a ricordarmi che c’era stato qualcuno che mi aveva marchiata a fuoco con dei numeri perché non pensava che io fossi un essere umano ma uno scarto?”

L’autrice non poteva dimenticare il papà, i nonni e le persone conosciute e morte nel campo di concentramento. Come tutte le altre persone che non hanno vissuto quell’esperienza non posso immaginare né capire quanto abbia sofferto. Questo libro mi ha fatto capire quanto noi esseri umani certe volte possiamo diventare malvagi e stupidi per pensare che una razza di esseri viventi sia inferiore a un’altra.

Un disegno fatto da Sofia a 8 anni, quando in classe hanno parlato della Shoah

Mamma Paola – Diventiamo tutti “Candele della Memoria”

Leggere insieme ai bambini è un’attività per la quale ogni genitore dovrebbe trovare tempo. Leggere testimonianze come quelle di Liliana Segre apre un’opportunità infinita di approfondimenti. Dopo questa lettura abbiamo sentito l’esigenza di andare a cercare le sue interviste, le testimonianze di altri sopravvissuti e leggeremo insieme altri libri su questa vergognosa pagina scritta, non sembra vero, proprio da uomini come noi.

Dice Liliana Segre nell’intervista rilasciata a Daniela Palumbo e pubblicata alla fine del libro:

“Se uno di voi si ricorderà di me quando non ci sarò più, sarò già felice. Mi basta anche solo un ragazzo, perché a sua volta, seminerà altra memoria. Io le chiamo le candele della memoria“.

Anche noi possiamo e vogliamo essere candele delle memoria.

La scheda libro

Fino a quando la mia stella brillerà

di Liliana Segre con Daniela Palumbo

Edizioni PickWick

Piemme – Il Battello a Vapore

Liliana Segre