Lo strano viaggio di un oggetto smarrito, di Salvatore Basile

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Ci sono libri che ti chiamano, ti catturano dai primi lanci promozionali, ti seguono con recensioni e opinioni. Sai che vuoi leggerli. Sai che devi leggerli. A me è successo con “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito”, il romanzo di Salvatore Basile edito da Garzanti. Avevo letto molto sul romanzo e sull’autore e avevo subito rifiutato l’idea di comprare l’e-book: dovevo poter sfogliare le pagine e fare le “orecchie” su quelle che sicuramentre avrei sottolineato. Per una bibliofila come me, compratrice compulsiva, quando vuoi leggere un libro l’attesa non è contemplata ma questo romanzo ha fatto eccezione. Mi sembrava di non essere mai pronta ad affrontarlo. Volevo aspettare il momento giusto pur sapendo che,  proprio da quel momento, avrei iniziato a “consumare” qualcosa di prezioso nel breve tempo della lettura.

Poi, inaspettatamente, il  momento giusto è arrivato: un festival letterario organizzato dal blog Legenda Letteraria gemellato con l’associazione culturale di cui faccio parte, CLIO, Cultura, Libri, Idee, Opportunità. A 700 chilometri da casa mia. Parto. Compro il libro e tutto mi dice che avevo ragione: la fascetta di Chiara Gamberale, una delle mie autrici preferite, la copertina color pastello, il titolo non strillato…ci credo che sentivo il richiamo!

E così, sul treno che mi riporta a casa, inizio a leggere la storia di Michele, un trentenne che ha scelto di non vivere ma di lasciarsi vivere dopo essere stato abbandonato dalla madre a soli 7 anni. La sua giornata tipo è scandita dai treni che passano dalla stazione in cui lavora e in cui lavorava suo padre. I suoi compagni sono gli oggetti smarriti che ogni giorno recupera sui treni e porta a casa come se fossero persone. Persone, invece, non ce ne sono nella vita di Michele. La sua rassicurante routine non prevede relazioni umane perchè, come gli ha insegnato il padre, le persone non sono affidabili e prima o poi ti abbandonano.

Ma una sera Michele trova sul treno il suo diario di bambino che la madre aveva portato con sè il giorno che decise di non tornare più. Michele è sconvolto ma terrebbe compressa e nascosta ogni emozione e ogni azione se Elena, una giovane ed esuberante passeggera alla ricerca di una bambola smarrita sul treno, non facesse irruzione nella sua casa e nella sua vita convincendolo ad andare a cercare la madre. Inizia così il viaggio di Michele alla ricerca della verità che gli potrà consentire di non vivere più come un (s)oggetto smarrito. Nel corso del viaggio Michele incontrerà molte persone interrotte come lui e che, proprio grazie a lui, riusciranno a far pace con se stesse.

La scrittura dolce e intima di questo bellissimo romanzo chiede alla lettura la stessa delicatezza per non disturbare i personaggi nello svolgersi di una storia che, tra orsi bianchi e patti per la felicità, nasconde grandi verità.

P.S. Salvatore Basile è un mito: gira con quaderno e colori nello zainetto e chiede ai lettori di scrivergli una dedica con il colore che più li rappresenta. A proposito, io sono azzurra.

Paola Malcangio

 

 

 

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