L’ omino del parcheggio che scrive poesie

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A Cernusco sul Naviglio, in centro, c’è un parcheggio a pagamento. Il ticket è rilasciato automaticamente all’ingresso della struttura ma il pagamento va effettuato manualmente in un gabbiotto dove si alternano gli addetti della società che gestisce il parcheggio. Chissà quante volte i miei concittadini hanno parcheggiato in via Pietro da Cernusco ma chissà se qualcuno ha mai sbirciato oltre i vetri del  gabbiotto.

Io ho sbirciato e mi è capitato spesso di vedere un uomo davanti a un libro aperto. Spinta dalla curiosità un giorno ho chiesto all’omino del parcheggio cosa stesse leggendo e ho scoperto che, dietro il vetro, si nascondeva non solo un appassionato lettore ma anche un poeta.

Gianni Cerizza, 60 anni, dal 2010 è uno degli addetti alla cassa di questo parcheggio. E dal 2010 ha sostituito la Settimana Enigmistica con i libri.

“Mi sono messo a leggere per far passare il tempo”, spiega Gianni “ e il primo libro che ho letto è stato Il terzo gemello di Ken Follet, consigliatomi da mia moglie, grande lettrice”.

“Il libro mi è piaciuto moltissimo e ho continuato a  leggerne altri. I miei romanzi preferiti sono quelli di Sveva Casati Modigliani, li ho tutti. Me li mangio. Poi mi piacciono anche i romanzi di Nicholas Sparks”.

Sono romanzi d’amore, gli faccio notare. “Si ma sono meno impegnativi di altri libri e poi mi piace seguire l’evoluzione dei personaggi”.

Gianni, oltre a leggere, scrive poesie. “Scrivo da sempre, mi piace scrivere per mia moglie. Lei mi raccontava che da piccola si sedeva sotto le piante a leggere i libri. Io ho trovato un sacchetto di plastica per la spesa con l’immagine di una bimba che legge sotto una pianta, mi è venuta in mente lei e sul sacchetto stesso le ho scritto una poesia”.

“Nel 2013 mia moglie è stata operata ed è stata in ospedale,- continua Gianni – ogni sera scrivevo piccole poesie apposta per lei. Per i 20 anni di matrimonio le ho fatto trovare gli auguri scritti su un lenzuolo sul quale avevo disegnato un cuoricino da cui scendeva una doccia e la frase: non riesco a levarmi il tuo amore di dosso”.

Ma Gianni non scrive solo per sua moglie. “Scrivo per i bambini, per le donne che aspettano bambini, in difesa dei gay. Ho scritto una poesia per Lucio Dalla e a volte mi ispirano i clienti del parcheggio. Ho scritto per gli anziani  perché mi ha dato spunto un’esperienza con mio suocero in ospizio. Reparto protetto e Viaggio senza ritorno sono i titoli delle poesie che ho scritto sugli anziani. A volte mi sveglio di notte per mettere giù due appunti basati su frasi che mi colpiscono e poi di giorno, quando non ci sono clienti, metto a punto le poesie. Non ho figli ma mi sarebbe piaciuto avere una figlia femmina per il rapporto speciale che le bimbe hanno con il papà”.

E chissà quante poesie Gianni le avrebbe dedicato.

 

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