Lorena legge “Le assaggiatrici”: il terrore alla mensa di Hitler

Le assaggiatrici di Rosella Postorino (premio Campiello 2018) è un libro ispirato alla storia vera di Margot Wölk, una delle assaggiatrici di Hitler. Il Führer fece assumere giovani donne che avrebbero dovuto assaggiare il cibo servito per lui, allo scopo di scansare un eventuale avvelenamento.

È l’autunno del 1943. Rosa Sauer dopo la partenza del marito Gregor per il fronte, si trasferisce dai suoceri nel villaggio di Gross-Partsch, vicino al quartier generale di Hitler. Costretta dalle SS si ritrova ogni giorno su un pullman insieme alle altre nove convitate alla tavola delle assaggiatrici.

Guardai Herta e Joseph al di là del finestrino macchiato da aloni di pioggia. Sull’uscio, lei sollevava il braccio nonostante l’artrosi, lui aveva un uovo rotto in mano. Guardai la casa- le tegole annerite dal muschio, l’intonaco rosa e i fiori di valeriana cresciuti a ciuffi sul terreno nudo- finché non scomparve dietro la curva. L’avrei guardata ogni mattina come non dovessi più rivederla.”

Il rischio di morire era lì … a ogni portata. Ogni boccone, per quanto succulento, portava con sé il sapore di una probabile dipartita.

Quel buco nello stomaco era paura.”

Le assaggiatrici era accomunate dalla stessa sorte, tuttavia nella mensa forzata, le giovani donne intrecciano alleanze e ostilità.

Non avevo nulla da condividere con quelle donne, se non un lavoro che mai avrei pensato di trovarmi a svolgere. Che vuoi fare da grande? L’assaggiatrice di Hitler.”

Alla caserma di Krausendorf è assegnato il tenente Albert Ziegler, che incute terrore e disciplina. Ciò nonostante tra Ziegler e Rosa nasce un legame inaspettato.

In quell’istante pensai che il nostro amore fosse degno, che non valesse meno degli altri, di qualunque altro sentimento avesse asilo sulla Terra, che non ci fosse nulla di sbagliato, di riprovevole, se abbracciandolo ricominciavo a respirare.”

Nel romanzo gli interrogativi di Rosa vengono schiacciati dalle sue paure, non può opporsi. Assuefatta al totalitarismo e all’umiliazione si spinge verso la salvezza, mossa dalla speranza che la sua dignità possa presto vedere la luce fuori da un vagone buio e lercio.

La capacità di adattamento è la maggiore risorsa degli esseri umani, ma più mi adattavo e meno mi sentivo umana.”

La scheda libro

Le assaggiatrici

di Rosella Postorino

Feltrinellli