Madri e figli: intervista doppia sul libro “Fra me e te”

L’Itis Marconi di Gorgonzola, con il coordinamento della professoressa Deborah Abbaduto (leggi l’intervista alla professoressa), ha organizzato un incontro tra oltre 200 studenti e lo scrittore Marco Erba per parlare del libro “Fra me e te”.
Il libro (leggi la recensione di Qui si legge) è piaciuto molto ai ragazzi ma anche ai loro genitori. Io trovo meraviglioso che un libro possa essere un punto in comune e un argomento di discussione tra due generazioni.
Qui si legge ha realizzato quattro interviste doppie madre-figlio. Ecco i loro punti di vista
Paola Malcangio

Filippo Sparacia (2B Liceo) e mamma Maria Vita Biundo

Intervista a Filippo

Intervista doppia
Filippo e mamma Maria Vita

Qui si legge – In quale dei protagonisti di sei riconosciuto e perché?

Filippo – Io mi ritengo molto più simile a Chiara non tanto per lo studio approfondito e dettagliato ma più per il fatto che mi creo un guscio intorno a me, in quanto sono una persona molto timida e insicura, perciò tendo a non stare al centro dell’attenzione a meno che le persone che ho intorno non le conosca bene.

Qui si legge – Hai trovato che il romanzo racconti problemi che incontri anche tu, nella tua realtà?

Filippo – Ho trovato il libro molto simile alla realtà, infatti molti problemi che tratta sono problemi che noi giovani incontriamo spesso nella società attuale, come ad esempio il fatto che tanti ragazzi quando sono in gruppo sono forti e prepotenti ma poi quando li incontri singolarmente ti accorgi che in realtà sono delle piccole anime frustrate in cerca di attenzione e che spesso hanno dei grossi problemi familiari.

Qui si legge – Qual è la parte della storia che ti ha colpito di più?

Filippo – La parte che mi ha colpito di più è quando Edo prende coraggio assumendosi tutte le responsabilità che gli competono, andando a rompere un’amicizia appena instaurata con Mandorlino che, distrutto dalla confessione del suo ex-amico, alla fine lo perdona restituendo la tartaruga porta fortuna che Edo  aveva perso quando ruppe le vetrine del negozio dei suoi genitori. Con questo atteggiamento, Mandorlino dimostra grande maturità che non è da tutti e ci fa capire che il perdono, anche se non sempre è facile a volte, è la scelta migliore.

Qui si legge – Hai sottolineato una frase in particolare? Quale?

Filippo – Sì, ho segnato due frasi che personalmente ritengo piene di significato: ”Chi ti prende in giro non lo sa quanto ti fa male: per loro sei solo un passatempo sadico, per te invece ogni risatina, ogni parola cattiva è una cicatrice indelebile, come un marchio a fuoco. Senti male dentro: qualcosa ti sanguina e non riesci a fermarlo” e: “Avevo il terrore dei loro sguardi taglienti, dei loro commenti ironici. Così ho imparato a starmene in disparte il più possibile, cercando di rimanere invisibile al mondo”.

Qui si legge – Quali altri libri per ragazzi ti sono piaciuti?

Filippo – Un libro che ho letto di recente che mi è particolarmente piaciuto è “Sotto un cielo di carta” di Roberto Ritondale.

 

Intervista a Maria Vita, mamma di Filippo

Qui si legge – Cosa ti ha spinto a leggere il libro?

Maria Vita – Ho deciso di leggere il libro inizialmente per curiosità. Io adoro la lettura e il fatto che narri la storia di adolescenti è stato per me un motivo in più per farlo, per rendermi conto di come e quanto sia cambiata la società da quando ero adolescente io ad oggi.

Qui si legge – Riconosci negli atteggiamenti dei protagonisti anche comportamenti dei tuoi figli e/o dei suoi amici?

Maria Vita – Mio figlio lo trovo molto simile a Chiara: chiuso ed introverso. Non è un gran chiacchierone o un ragazzo che cerca di attirare le attenzioni su di sè e questo gli impedisce di instaurare dei nuovi rapporti di amicizia facilmente ma, quando si apre qualunque amico abbia bisogno trova in lui una persona di cui potersi fidare. Come qualunque ragazzo di oggi in gruppo è più divertente e a volte estroverso ma come tutti i ragazzi di oggi dentro quella corazza che cercano di mostrare all’esterno non mancano certo le fragilità e le insicurezze che la società di oggi ha creato nelle nuove generazioni.

Qui si legge – Un libro può essere uno strumento di dialogo genitori-figli?

Maria Vita – Credo che un libro possa essere un ottimo strumento di dialogo in particolare come questo che tocca dei tasti di ordinaria attualità.

Qui si legge – Qual è la parte della storia che ti ha colpito di più?

Maria Vita – Le cose che mi hanno colpito sono state parecchie: la consapevolezza (forse sbagliata) di Chiara che pur di farsi accettare dagli altri scende a compromessi e a canoni imposti dalla società a volte ben lontani dal suo essere ma basati sul suo voler apparire agli occhi degli altri ragazzi. Così come dei ragazzi come Edo che tendono ad odiare gli stranieri addossandogli colpe che non sempre sono da attribuire a loro ma che spesso sono conseguenze di una sbagliata amministrazione sia politica che sociale, spesso loro sono soltanto delle anime in cerca di un futuro migliore che non riescono a trovare nel loro paese e ancora i sacrifici che fanno tanti genitori all’insaputa dei figli, a modo loro per proteggerli e, di come invece vengono male interpretati dai giovani che spesso danno tutto per scontato non rendendosi conto delle tante rinunce che fanno i loro genitori pur di renderli felici.

Qui si legge – La vostra è una famiglia che legge? Come scegliete le letture?

Maria Vita – Non siamo dei grandi lettori ma non disdegniamo di leggere un buon libro ogni tanto.

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Riccardo Caramelle (2A liceo) e mamma Francesca Gilardi

Intervista a Riccardo

Qui si legge – In quale dei protagonisti di sei riconosciuto e perché?

Riccardo – In questo libro non mi sono riconosciuto appieno in nessuno dei protagonisti, anche se ci sono piccole parti di ognuno in cui mi riconosco: entrambi i protagonisti, essendo in una età simile alla mia, subiscono cambiamenti molto evidenti, anche se a parer mio troppo esagerati.

Qui si legge – Hai trovato che il romanzo racconti problemi che incontri anche tu, nella tua realtà?

Riccardo – Io penso che in questo romanzo ci siano diversi problemi che riscontro nella mia vita; ma uno fra tutti mi ha fatto riflettere: un giorno, Chiara aveva presentato Eric a suo padre, i due hanno iniziato a litigare dopo alcune affermazioni di Eric ritenute fuori luogo dal padre. Quest’ultimo vieta alla figlia di rivedere Eric. La cosa in cui mi rispecchio è la sensazione che i genitori lascino poche libertà; anche se l’errore è più che evidente, il miglior modo di imparare è sbagliando (ovviamente ci sono dei limiti).

Qui si legge – Qual è la parte della storia che ti ha colpito di più?

Riccardo – Ci sono diversi passaggi della storia che mi hanno colpito ma principalmente certi momenti a parer mio troppo accentuati e fatti passare quasi per “normali”, ad esempio quando alcuni ragazzi hanno rovesciato l’urina sul ragazzo cinese oppure Giulia che resta incinta di un ragazzo finito poi in coma.

Qui si legge – Hai sottolineato una frase in particolare? Quale?

Riccardo – In questo libro c’è stata una frase particolare che mi è piaciuta molto: “ognuno di noi ha un grande destino, se smetti di crederci rischi di fallire. Sono i grandi sogni che danno forza alla nostra vita“.

Qui si legge – Quali altri libri per ragazzi ti sono piaciuti?

Riccardo – Ho letto diversi libri per ragazzi: fino a qualche anno fa leggevo molto di più, ma da quando ho iniziato le superiori, sto leggendo decisamente meno a causa del maggior carico di lavoro. I libri che ho apprezzato maggiormente coprono argomenti diversi tra cui l’avventura, la fantascienza e alcuni gialli.

 

Intervista a Francesca, mamma di Riccardo

Qui si legge – Cosa ti ha spinto a leggere il libro?

Francesca – Avendo visto il libro di lettura assegnato a mio figlio, mi sono informata sulla tipologia di lettura mediante recensioni trovate in rete; le recensioni lette mi sono apparse molto interessanti perché l’argomento è assolutamente di attualità, quindi mi sono incuriosita ed ho deciso di leggerlo.

Qui si legge – Riconosci negli atteggiamenti dei protagonisti anche comportamenti dei tuoi figli e/o dei suoi amici?

Francesca – No, non riconosco atteggiamenti di mio figlio in questo libro. Per quanto riguarda i suoi amici, seppur non li conosca così approfonditamente da sapere i pensieri e gli atteggiamenti di quando sono tra di loro, la mia risposta è la medesima.

Qui si legge – Un libro può essere uno strumento di dialogo genitori-figli?

Francesca – Assolutamente sì, soprattutto questa tipologia di libro che è perfettamente aderente all’età di mio figlio. Comunque in generale, la mia risposta sarebbe comunque sì perché avere la possibilità di leggere lo stesso libro penso sia un importantissimo strumento di dialogo, ritengo la lettura uno strumento di crescita e di esplorazione di altri mondi, di altre esperienze che contribuiscono al confronto fra genitori e figli

Qui si legge – Qual è la parte della storia che ti ha colpito di più?

Francesca – La parte del libro che mi ha colpito maggiormente, non è una specifica ma il lato emotivo dei due protagonisti, entrambi con forti difficoltà familiari, che hanno permesso nel bene o nel male di far accadere gli avvenimenti citati nel testo.

Qui si legge – La vostra è una famiglia che legge? Come scegliete le letture?

Francesca – Assolutamente si, leggiamo molto. Non abbiamo uno stile/argomento preciso, ci piace spaziare in base in base agli interessi del momento; che possono riguardare cronaca, hobby e numerosi altri argomenti.

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Christian Laganà (2B Liceo) e mamma Emilia Interdonato

Intervista a Christian

Intervista doppia
Christian e mamma Emilia

Qui si legge – In quale dei protagonisti di sei riconosciuto e perché?

Christian – Non mi sono riconosciuto totalmente in alcun protagonista, mi ritrovo solo in alcune loro sfumature caratteriali.

Qui si legge – Hai trovato che il romanzo racconti problemi che incontri anche tu, nella tua realtà?

Christian – Nel romanzo ho riscontrato problematiche che mi è capitato di vivere in terza persona.

Qui si legge – Qual è la parte della storia che ti ha colpito di più?

Christian – Mi ha stupito il gesto di superiorità di Yong nei confronti di Edo quando gli ha restituito la tartaruga.

Qui si legge – Hai sottolineato una frase in particolare? Quale?

“Gli uomini danno amore per ricevere sesso. Le donne danno sesso per ricevere amore

Qui si legge – Quali altri libri per ragazzi ti sono piaciuti?

Christian – “Wonder “, “ Io non ho paura “.

 

Intervista a Emilia, mamma di Christian

Qui si legge – Cosa ti ha spinto a leggere il libro?

Emilia – Il titolo: ho immaginato subito due realtà distinte ma vicine… la curiosità mi ha spinto a leggere questo libro.

Qui si legge – Riconosci negli atteggiamenti dei protagonisti anche comportamenti dei tuoi figli e/o dei suoi amici?

Emilia – Sì, rivedo in Edo il fascino per l’evidenza scientifica e la banalizzazione della dimensione religiosa/spirituale che, in questa fase della crescita, fa parte di mio figlio.

Qui si legge – Un libro può essere uno strumento di dialogo genitori-figli?

Emilia – Sicuramente sì! È un vivere le stesse esperienze ma con occhi diversi.

Qui si legge – Qual è la parte della storia che ti ha colpito di più?

Emilia – Mi hanno suscitato tanta amarezza gli episodi di bullismo, la violenza fine a sé stessa, il pregiudizio, il razzismo, la noia e il vuoto descritti, specchio purtroppo della realtà. Tanta profonda commozione invece la restituzione della tartaruga, la grandezza del perdono.

Qui si legge – La vostra è una famiglia che legge? Come scegliete le letture?

Emilia – Mio figlio dedica la maggior parte del suo tempo extrascolastico soprattutto allo sport.

Mio marito legge quotidiani e tutto ciò che riguarda la tutela dei diritti lavorativi.

Io amo molto la lettura, in particolare i romanzi, le biografie e le autobiografie.

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Mattia Lanzo (2B Liceo) e mamma Tiziana Buccolieri

Intervista a Mattia

Intervista doppia
Mattia e mamma Tiziana

Qui si legge – In quale dei protagonisti di sei riconosciuto e perché?

Mattia – Direi che mi sono riconosciuto in due personaggi, Erick ed Edo, per via delle loro personalità, infatti il primo ha uno spiccato ego e un grande senso di potere, mentre il secondo si lascia spesso sopraffare dalle idee degli altri e ha un basso ritengo di sé stesso.

Qui si legge – Hai trovato che il romanzo racconti problemi che incontri anche tu, nella tua realtà?

Mattia – Sì, assolutamente. E direi anche che certe situazioni le vivo spesso.

Qui si legge – Qual è la parte della storia che ti ha colpito di più?

Mattia – La parte che mi ha colpito di più è quella dove Edo, preso dalla rabbia per la scoperta relativa al padre, vagabonda per la città e distrugge tutto quello che trova.

Qui si legge – Hai sottolineato una frase in particolare? Quale?

Mattia – No, nessuna.

Qui si legge – Quali altri libri per ragazzi ti sono piaciuti?

Mattia – Ho letto moltissimo quando frequentavo le scuole medie, e i libri mi piacevano un po’ tutti. Recentemente ho letto Artemis di Andy Weir, un bel libro.

 

Intevista a Tiziana, mamma di Mattia

Qui si legge – Cosa ti ha spinto a leggere il libro?

Tiziana – Ho avuto l’occasione di leggere questo libro, di cui avevo già sentito parlare, nell’ambito del Progetto “#io leggo perché” a cui partecipa anche la scuola in cui lavoro. Ho scelto di proporre questo testo a due delle mie classi con le quali ho avuto modo di condividere alcuni momenti di lettura condotta insieme.

Qui si legge – Riconosci negli atteggiamenti dei protagonisti anche comportamenti dei tuoi figli e/o dei suoi amici?

Tiziana – Sinceramente non mi sembra che i miei figli assumano comportamenti simili a quelli dei personaggi principali del testo: atteggiamenti razzisti o prevaricatori non gli appartengono. Ho avuto, però, modo di notare che alcuni miei studenti tendono a far propri pregiudizi verso “gli altri” che considerano diversi, siano essi stranieri, omosessuali o altro. Tali pregiudizi, secondo il mio punto di vista, non nascono dai ragazzi, ma vengono mutuati attraverso i comportamenti di noi adulti, che tendiamo, in generale, a sottolineare le differenze allo scopo di tenere ben separati mondi considerati diversi. Particolarmente preoccupante mi sembra la tematica dei social network che porta a riflettere sulla tendenza, comune tra i ragazzi, a condividere tutto, nel bene e nel male, tramite social: questo li porta a vivere in un mondo parallelo, che credono virtuale e che, invece, è reale e, in quanto tale, capace di condizionarne il futuro.

Qui si legge – Un libro può essere uno strumento di dialogo genitori-figli?

Tiziana – Un libro può essere uno strumento di dialogo e di scambio di riflessioni e pensieri? Assolutamente sì. La difficoltà sta nel cominciare: le resistenze dei figli sono molteplici sia perché è difficile per loro “fermarsi” a leggere sia perché a quindici anni dialogare con i genitori è considerato superfluo o pesante (quasi che dialogo fosse sinonimo di predica, ramanzina, …)

Qui si legge – Qual è la parte della storia che ti ha colpito di più?

Tiziana – La parte della storia che mi ha colpito di più è quella in cui la madre di Edo, dopo un durissimo scontro, gli rivela la verità sul padre e sul loro rapporto. Ho trovato questa parte molto forte e coinvolgente. Essa avrà conseguenze importanti nel prosieguo della vicenda: per Edo niente sarà più come prima.

Qui si legge – La vostra è una famiglia che legge? Come scegliete le letture?

Tiziana – Personalmente ho sempre letto tanto, per lavoro e, soprattutto, per passione e ho cercato di inculcare il piacere della lettura ai miei figli fin da piccolissimi. In generale siamo una famiglia di lettori, chi più chi meno. Ciascuno di noi seleziona le proprie letture in base ai gusti personali, magari in relazione al genere letterario (molto seguite dai miei figli le saghe fantasy) o ad autori che prediligiamo rispetto ad altri.