Mi sa che fuori è primavera

concita
Mi sa che fuori è primavera
Concita De Gregorio
La narrazione di uno straziante fatto di cronaca può diventare poesia?
Si se la penna è quella di Concita De Gregorio che riesce a raccontare con maestria il dolore di Irina cui il marito sottrae le figlie gemelle di 6 anni per poi uccidersi senza lasciare traccia delle bambine.
Non volevo leggerlo, questo libro, avevo paura che il dolore di Irina mi travolgesse. Ma Concita De Gregorio mi ha detto “devi vincere la paura, il libro è solare e ottimista”.
E così ho trovato il coraggio di comprarlo e leggerlo…
E’ vero, il libro è pieno di speranza. Ma è la scrittura dell’autrice che fa galleggiare il lettore  su una superficie sicura. E’ la sua bravura che ha colto e trasmesso la forza di Irina di continuare a vivere rivendicando il suo diritto alla felicità pur convivendo con una perdita che io non riesco neanche a concepire.
Il libro è un inno alla vita anche se io ho pianto molto in alcuni passaggi colpita dalla forza e dalla lucidità di Irina.
Leggendo però mi sono sentita sempre “accompagnata” non nella lettura del dolore ma nella presa di coscienza della sua esistenza come parte integrante di una vita che, come quella di Irina, si è interrotta ed è ricominciata.
E’ una grande lezione di vita, quella di Irina, e una grande narrazione, quella di Concita De Gregorio
Grazie per avermi dato il coraggio di leggere questo libro, mi sarei persa qualcosa di grande.
PM

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