Lorena Cangiano legge “Mosaico napoletano”, la Napoli che richiama i suoi figli, ovunque siano.

Daniela Carelli, in Mosaico Napoletano, scrive con passione e fedeltà della sua Napoli.

“Napul’ è mille culure”, la voce di Pino Daniele, sottofondo agrodolce nelle traversie del protagonista, Giuseppe, che a Napoli vive la sua infanzia e adolescenza, i primi amori e i drammi che lo indurranno a fuggire a New York, ma solo con il corpo, giacché la sua anima nostalgica rimarrà sempre ancorata alla sua terra, sotto il peso dei ricordi.

“… siamo io e la mia città, intrecciati indissolubilmente, in un modo tale da non riuscire a distinguere la fine dell’uno e l’inizio dell’altra; lei le radici, io la pianta. E non si sfugge alle proprie radici, altrimenti ci si perde irrimediabilmente.”

 

La storia di Giuseppe si snoda attraverso una Napoli descritta con colori che la rievocano in ogni sua sfumatura. La Napoli devota, la Napoli tradizionalista, la Napoli che affronta il male della camorra, la Napoli che si rialza dopo il terremoto. Napoli che “… in quanto a resistere e tirare avanti, non prende lezioni da nessuno” (L. Marone)

“Il rosso pompeiano mi apparve all’improvviso insopportabilmente cupo, ma scoprii presto che sarebbe tornato a turbarmi”

 

La tragica perdita della sua amata e promessa sposa Aida, getta Giuseppe nello sconforto più totale. Quando ormai la sua esistenza sembra aver perso ogni colore, ecco che improvvisamente ne rispunta uno: color nocciola, gli occhi di Carolina, occhi che aveva conosciuto da bambino. Con lei, nella Grande Mela, intraprende una nuova vita con uno sguardo rivolto al futuro e il cuore nel passato. Ritornerà dopo tanti anni nella sua Napoli, affrontando i fantasmi che non l’hanno mai lasciato solo, riconoscendo alla città, tutto il suo amore.

Napoli è nostalgia di chi non la vive più.

Napoli “richiama” i suoi figli e le grida si propagano attraverso il mare …

 

Lorena Cangiano

 

La scheda libro

Mosaico Napoletano

di Daniela Carelli

Segmenti Edizioni

mosaico napoletano