Ranieri, 11 anni: “Niente è un libro che sradica l’anima”

La storia di “Niente”

Il protagonista del libro di Janne Teller è un ragazzo di 13 anni, Pierre Anthon, che un giorno decide di salire su un albero vicino alla scuola e di non scenderne più con la convinzione che

“Se niente ha un senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa”.

Dai rami dell’albero provoca i suoi compagni di classe tutte le mattine gridando loro che tutto quello che fanno non ha nessun significato. I compagni, molto irritati da Pierre, decidono di dimostrargli che ci sono cose che, invece, hanno un “significato” e iniziano a raccoglierle nella vecchia segheria. La regola che si dà il gruppo, però, è che l’oggetto da mettere su quella che diventa la “catasta del significato” venga scelto a turno da un compagno di classe e che nessuno possa scegliere da solo il suo oggetto. Il “gioco” sfugge di mano e dopo i primi oggetti “normali” portati nella segheria (un paio di saldali, una bicicletta, una canna da pesca) le richieste diventano sempre più inquientanti e porteranno a una fine tragica.

La mia recensione

Scritto molto sapientemente, già dopo poche pagine avevo capito che questo libro mi avrebbe scavato nell’anima. Le frasi di Pierre mi hanno fatto pensare: sono frasi capaci di stravolgere i nostri principi perché distruggono tutto quello su cui si basa la nostra vita. Il protagonista compie un’azione provocatoria (va a vivere su un albero), giusta dal suo punto di vista ma folle agli occhi degli altri.

La sua azione non è, però, da condannare perché le sue parole hanno un fondo di verità: niente ha significato se nel momento in cui nasciamo iniziamo a morire. Tutto si ripete uguale fino al sopraggiungere della morte. Questo libro mi ha fatto capire, però, quanto la nostra intelligenza possa salvarci e dare un senso alle cose che facciamo non permettendo che si ripetano in modo uguale e, soprattutto, inutile.

Però, per i compagni di scuola, le parole di Pierre, hanno un effetto sconvolgente: è come se il “grattacielo” di ogni ragazzo venisse abbattutto nelle fondamenta e ciascuno cercasse di ricostruirlo cercando di trovare il significato della vita negli oggetti con cui ha stabilito un legame particolare.

Questo libro ci fa capire che, in realtà, il “significato” non è nelle cose ma le pervade e il senso della vita è la vita stessa che è qualcosa da scoprire e da vivere secondo il senso che ognuno di noi vuole darle.

La cruda e tragica fine del libro, che un po’ mi aspettavo, l’ho trovata comunque assurda: assurdo che i compagni di classe di Pierre, piuttosto che cambiare le proprie convinzioni, decidano di “risolvere” il problema alla radice. Questo mi ha lasciato una grande tristezza addosso.

La scheda libro

Niente

di Janne Teller

Feltrinelli

Niente - Janne Teller