Noi siamo infinito: il percorso di crescita di un ragazzo “da parete”. Di Greta Chimienti


Di libri e film sull’adolescenza ce ne sono a centinaia, ma soltanto pochi di questi colpiscono realmente nel segno. Noi siamo infinito è uno di questi. Ambientato negli Stati Uniti del 1991 e scritto sotto forma di lettere che Charlie, il protagonista, scrive a un suo amico (anonimo), il libro racconta le vicende che questo adolescente vive, alle prese con scuola superiore, timidezza, primi amori e fantasmi del passato.

Charlie è un “ragazzo da parete”, invisibile a tutti, e non è mai andato a una festa. Le uniche persone con cui ha un rapporto sono la sorella Candace, il fratello Chris e il signor Bill, l’insegnante di inglese. Le cose, per lui, iniziano a cambiare quando conosce Sam e Pratick, sorellastra e fratellastro, che fin da subito diventano suoi amici. Sono persone particolari, fuori dal comune, e non hanno paura di mostrarsi per ciò che sono. Attraverso la loro amicizia, Charlie si lascerà un po’ trascinare dalle forti personalità dei due, arrivando persino ad ubriacarsi e assumere droga.

Nonostante ciò, il protagonista imparerà da loro molte cose: a capire sé stessi, a non aver paura di mostrarsi per ciò che si è realmente, ad affrontare sentimenti forti e travolgenti (come il suo amore per Sam, che è però all’ultimo anno).

L’apice del percorso di Charlie giungerà, però, riesumando alcuni scheletri nell’armadio, primo fra tutti il suo intricato legame con l’amata zia Helen, morta qualche anno prima.

Lo stile di Chbosky è semplice, ma mai banale. Non utilizza parole troppo articolate o complicate, ed è per questo che riesce a colpire direttamente il lettore. Si tratta di un libro dalla scrittura semplice ma concisa, adatto a tutte le età, che nella sua praticità e immediatezza fa riflette su una delle tematiche più complicate dell’esistenza.

 

La scheda libro

Noi siamo infinito

di Stephen Chbosky

Sperling & Kupfer, 2006

Noi siamo infinito
Noi siamo infinito