Piovono mandorle: tanta bellezza nel giallo siciliano di Roberta Corradin

In una Scicli sempre più somigliante a un set cinematografico si compie un omicidio. Salvo Diodato, psicologo di successo tornato in Sicilia dall’America per cercare un padre mai conosciuto, viene ucciso. Indaga la commissaria Maria Gelata, principali sospettate le pazienti di Salvo, suoi validi aiutanti i miti greci.

“…i classici: sono archetipi eterni. Figure che ti staranno accanto per sempre, per spiegarti la vita. La tua vita … tutti i personaggi dei miti greci sono lì per parlarti di te”.

Maria, che si fa strada a gomitate in un mondo ancora troppo maschilista, dovrà scandagliare il passato di Salvo e quello delle sue pazienti, ma non basterà. Forse dovrà guardarsi indietro anche lei.

Il romanzo ha una trama densa e intrecciata nella quale il lettore deve districarsi tra personaggi in continua evoluzione e falsi indizi sapientemente disseminati dall’autrice il cui obiettivo finale è che il lettore si interroghi sul significato di “verità”.

Tra i personaggi maschili, oltre allo psicologo Salvo che esercita la professione in modo spregiudicato in una grotta di Chiafura completamente riqualificata e molto cool, spiccano Laccio, marito/non marito della commissaria Gelata, orfano del Collegio delle suore di Comiso

per madre la madre superiora, per padre chissà quale cristo. Così lui si era messo a scolpirli, quei cristi, a intagliarli nel legno, forse per far venire a galla quel padre che anche lui doveva certamente avere, come tutti, solo che non l’aveva mai visto, e non lo sapeva immaginare”.

Altri importanti protagonisti sono Guglielmo, lo chef del ristorante Gordonoma (ispirato al ristorante gestito dall’autrice, Il Consiglio di Sicilia a Donnalucata – Scicli)

Nino il pescatore semplice e solitario e Ignazio, un meccanico informatore della Gelata di cui è segretamente innamorato.

E poi ci sono personaggi misteriosi: Lui e H, che fanno pendent con una protagonista Gwenda, altrettanto misteriosa e con un ruolo chiave nella vicenda.

Le donne del libro sono forti, complesse e quasi tutte pazienti di Salvo:

Amanda, non bella che ama circondarsi di bellezza, teorica della perfezione degli amori infelici;

Elena, manager coach sempre in giro per il mondo, alla ricerca di punti fermi che troverà più vicino di quanto possa immaginare;

Katherine, cuoca francese alle prese con l’adolescenza della figlia e forse anche con la sua;

Xenia, giovane e bella straniera in cerca del suo posto in famiglia e non solo.

Accanto alle donne e agli uomini nel romanzo spiccano anche altri protagonisti: Sicli e la sua bellezza che vale un cambio di vita, il cibo capace di tradurre emozioni e sentimenti in qualcosa di immediamente fruibile e gratificante; la solitudine dei personaggi in cerca non d’autore ma di una strada da intraprendere per il loro secondo tempo.

Una scrittura colta ma non saccente, che ti fa venire voglia di approfondire, che ti sfida a mettere insieme tutti i pezzi anche facendo fatica, una fatica però, che alla fine viene premiata e ti dà la stessa soddisfazione che provi quando superi una prova fisica che pensavi di non poter superare.

Brava, quindi, Roberta Corradin, piemontese d’origine che, dopo un inizio con la scrittura dei fumetti Lupo Alberto, Cattivik, Sturmtruppen e Linus, si dà alla pseudopsicologia scrivendo per diverse testate femminili; poi passa ai libri umoristici e a scrivere di gastronomia per le più importanti testate. Autrice, giornalista, traduttrice, globetrotter, si è fermata a Scicli ma solo per amore: della Sicilia, del cibo e del marito Antonio, chef de “Il Consiglio di Sicilia“.

La scheda libro

Piovono Mandorle

di Roberta Corradin

Piemme