I vuoti d’amore che non colmiamo. “Il contrario delle lucertole”, di Erika Bianchi

Il contrario delle lucertole - Erika Bianchi
Il contrario delle lucertole – Erika Bianchi – Giunti Editore

Una strada lunga e tortuosa come quelle affrontate dal leggendario Gino Bartali, è quella che percorriamo dagli anni 40 a oggi, attraverso la storia di una famiglia allargata, anche in senso geografico.

Mi piace raccontare questo libro all’incontrario, partendo dalla piccola Elena, ultima arrivata dopo 4 generazioni di donne, ognuna delle quali è un piccolo, tormentato universo. Elena è una bimba serena e amata, non proprio come la sua mamma.  Ma torniamo indietro e andiamo a conoscere Lena, la capostipite e bisnonna della piccola Elena. Nel 1948 Lena è una giovanissima cameriera francese che resta incinta di Zaro, meccanico toscano, in Francia per seguire Gino Bartali, durante uno storico tour de France. Cresce la figlia Isabella da sola ma decide, con rabbia, di farle conoscere lo stesso il padre anche se tranquillamente accasatosi a Ponte Ema e con un altro figlio, Nanni, di indole ben diversa dal genitore sciupafemmine. Zaro non svilupperà mai affetto per la sua bambina. Solo con il fratellastro Nanni, Isabella riuscirà a costruire un rapporto duraturo e sincero.

Isabella avrà due figlie da un marito perfetto, Carlo, ma non riuscirà a essere nè la moglie devota nè la madre amorevole che tutti si aspettano. Le due bambine, Marta e Cecilia, cresceranno con una straziante fame d’amore che lascerà segni diversi: se da una parte Marta cercherà di saziarsi con l’impegno politico e una vita normale che la farà diventare madre della piccola Elena, dall’altra, Cecilia si arrenderà.

Restiamo incollati alle vicende di queste donne mentre attraversano, tra presente e flash back, gli ultimi 70 anni della nostra storia. Scorrono le immagini della loro trasformazione da bambine ad adulte e si sovrappongono al boom economico, al ’68, alla tragedia di Alfredino e al matrimonio di Lady Diana. Scorrono le loro vite e suscitano, nel lettore, la voglia di abbracciarle queste donne, perseguitate dai loro vuoti che però, al contrario delle lucertole, sanno solo riempire di dolore.