Sara Gamberini: cosa c’è di più nobile dell’amore incondizionato?

Maestoso è l’abbandono è l’esordio di Sara Gamberini per Hacca Edizioni.  Una famiglia (s)composta da una madre assente che “teneva il buono per sè e lasciava il resto agli altri” e un padre compagno di lunghe passeggiate nel bosco ma vittima della moglie, spingono la giovanissima Maria, affetta da “ansia da separazione e propensione a spezzare i legami”, a intraprendere un lungo percorso di analisi con il dottor Lisi le cui sedute del mercoledì, così piene di routine, diventano l’unico punto fermo nella vita della protagonista.

Un impegno mentale enorme non solo per la fatica intrinseca degli appuntamenti con il dottore, ma soprattutto perché Maria decide di farne il punto di partenza di una strada tutta nuova e tutta sua.

“Mentre l’analisi lavorava per fortificare il mio Io, intuivo che l’Io doveva invece dissolversi”.

La danza tra i ricordi d’infanzia e una vita adulta costellata di fidanzati sbagliati, ci permette di seguire l’evoluzione di Maria nella durezza e nella purezza della sua solitudine. Fino a che…

“In libreria ho conosciuto Lorenzo, un uomo assurdo, scostante, poetico. Mi sono invaghita di lui anche se non ci rivolgevamo ancora la parola, un’infatuazione da adolescenti o una pressione metafisica, un’anticipazione del futuro”.

Maria lo sa che Lorenzo è il predestinato, ma nell’attesa che il destino compia il suo corso, matura in lei “uno dei sentimenti più alti, l’amore a vuoto, privo di aspettative“.

La scomposizione dei sentimenti, del dolore e delle relazioni caratterizza l’esistenza di Maria e ne purifica la sofferenza fino a trasformarla in uno stato ascetico.

Il libro di Sara Gamberini è davvero intenso. In un testo non ho mai sottolineato così tante frasi, una più bella dell’altra, a volte più di una per pagina. Sara ha un vero talento per esprimere con parole nuove sentimenti immensi con cui ci confrontiamo ogni giorno.

Mi sono chiesta se sia un caso che lo psicanalista del libro si chiami dottor Lisi. Il suffisso -lisi significa “scomposizione” ed è proprio la “scomposizione” della sofferenza ovvero la lettura salvifica del dolore, il fil rouge del libro stupendo di Sara Gamberini “Maestoso è l’abbandono”.

 

 

Le blogger intervistano Sara Gamberini

Ho conosciuto Sara Gamberini durante un incontro con altre blogger. Sara ha risposto alle nostre domande con un sorriso luminoso.

Blogger – Sara, raccontaci di te…

Sara Gamberini – Sono laureata in lettere e ho studiato psicanalisi. Ho lavorato in comunità psichiatriche, ho insegnato, sono stata editor e poi ho iniziato a scrivere.

Blogger – Come è nato il titolo “Maestoso è l’abbandono”?

Sara Gamberini – E’ una frase del romanzo. L’ho proposto io all’editore ed è piaciuto. “Maestoso”…è barocco. Ho voluto isolare il sentimento dell’abbandono dalla sua tragicità. Ciò che resta è un sentimento regale, sacro. Gli amori non corrisposti, se si riesce a isolarne la sofferenza, sono nobili: ci si dà a qualcuno senza avere nulla in cambio. Cosa c’è di più nobile dell’amore incondizionato?

Blogger – Vengono fuori i tuoi studi di psicanalisi… Isolare la sofferenza è, quindi, una terapia?

Sara Gamberini – No, non è una terapia. Io indico una strada possibile, un buon esercizio per separarsi dal proprio io e dall’esigenza del desiderio.

Blogger – Qual è il tuo rapporto con le parole. Dove le cerchi?

Sara Gamberini – La poesia è una fortissima fonte di ispirazione. Il romanzo si occupa dell’invisibile, di qualcosa che è incanto. E non esistono parole per l’invisibile. Non credo a parole come “vibrazioni”, “energia”. Ho dovuto cercare parole nuove, ho dovuto costruire un nuovo linguaggio poetico che potesse avvicinarmi al concetto che volevo esprimere.

Blogger – La copertina è molto particolare. Come è nata?

Sara Gamberini – In copertina c’è una creatura magica dei boschi (nel libro compaiono spesso i boschi), i suoi occhi erano perfetti per esprimere l’abbandono.

Blogger – A chi ti sei ispirata per i tuoi personaggi?

Sara Gamberini – Non solo totalmente inventati. Li ho costruiti con “pezzi” di persone che conosco.

Blogger – Il romanzo è in prima persona…

Sara Gamberini – Il mio desiderio era quello di costruire un “io narrante” universale. Ho pulito molto il testo dalla prima all’ultima stesura per togliere tutte le parti egocentriche e far diventare eterna la voce narrante.

Blogger – La parte del romanzo che ti piace di più?

Sara Gamberini – L’incontro con Lorenzo, è magico e poetico.

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Sara firma la mia copia di “Maestoso è l’abbandono”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Io e Sara

 

 

 

 

 

 

 

 

La scheda libro

Maestoso è l’abbandono

di Sara Gamberini

Hacca Edizioni

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