Sharenting. Genitori e rischi della sovraesposizione dei figli online

Ho aspettato con trepidazione il nuovo libro di Gianluigi Bonanomi, SharentingGenitori e rischi della sovraesposizione dei figli online, e l’ho divorato con il terrore di riconoscermi in ogni pagina. Sono o non sono colpevole di sharenting?

Per chi non lo sapesse “sharenting è una crasi di “sharing”, ovvero condividere, e “parenting”, ovvero essere genitori e si riferisce alla “brutta abitudine di molti genitori a postare sui social media molto, anzi troppo materiale riguardante i loro figli“.

E, per chi non lo conoscesse, Gianluigi Bonanomi è un giornalista e formatore, esperto del web e dei suoi pericoli. Suo è anche l’utilissimo “Prontuario per genitori di nativi digitali” che mamme e papà dovrebbero leggere. I suoi corsi sono gettonatissimi e si rivolgono a studenti, famiglie ed educatori.

Sharenting è un focus sull’abitudine dei genitori di condividere sui social foto e/o notizie che riguardano i figli e che può essere molto pericolosa per i nostri ragazzi. La cosa che mi ha fatto più riflettere leggendo il testo è che ogni genitore prima di cliccare su “condividi” dovrebbe farsi almeno due domande:

  1. perché lo faccio?
  2. a mio figlio, adesso o domani, farebbe piacere vedere la sua foto online?

Proviamo a rispondere sinceramente. A quale bisogno risponde la necessità di far vedere al mondo come cresce il nostro pargolo, quali sono i suoi successi scolastici, che belle battute è capace di fare? 

Il bisogno è tutto del genitore, è evidente: la condivisione di contenuti che riguardano i figli colma, forse, un bisogno di notorietà di cui altrimenti un genitore non potrebbe godere. E’ una sorta di “accreditamento” sociale ma possiamo prescindere dal consenso dei nostri figli?

Da uno studio italiano del 2016 scopriamo che l’87% delle mamme crede di avere il diritto di pubblicare foto dei figli e analoga percentuale non ha mai consultato i figli prima di condividere le loro foto. Ovviamente il problema si pone quando i figli crescono e iniziano ad avere la consapevolezza di quello che succede. Per quanto mi riguarda, adesso che i miei figli sono preadolescenti, non mi sognerei mai di pubblicare un contenuto che li riguardi senza avere il loro consenso. Sono diventati molto accorti, sono timorosi nel mostrarsi e temono che i contenuti postati dalla mamma possano essere più fastidiosi che altro.

Ma cosa violiamo quando pubblichiamo la foto dei nostri figli? Uno dei loro diritti fondamentali: la privacy.

Violare la privacy dei minori, anche con semplici scatti familiari, li espone a una serie di pericoli ben analizzati in Sharenting:

cyberbullismo: quando saranno più grandi chiunque potrà trovare le loro foto in rete, scattate magari in momenti imbarazzanti, e prenderli in giro pesantemente;

grooming (adescamento): vi consiglio caldamente di leggere sul libro le tecniche inquietanti dei pedofili in rete;

risarcimento: si prevede un aumento di cause di risarcimento da parte dei ragazzi, dopo il compimento del 18esimo anno di età, nei confronti dei loro genitori.

Il libro, dopo averci puntualmente informato dei rischi, elenca e motiva anche le regole per una corretta condivisione che tuteli i nostri ragazzi.

Un ottimo contributo è poi fornito dalle interviste molto interessanti a specialisti del settore che elargiscono consigli preziosi (dall’avvocato esperto di privacy, al docente, all’esperto di sicurezza informatica). 

In chiusura potete misurare il vostro livello di sharenting con un test che ho fatto con un’ansia pazzesca. Ho cercato di rispondere alle domande in modo sincero e devo dire che mi è andata abbastanza bene, anche se ho sicuramente margini di miglioramento 🙂

Sharenting è libro consigliatissimo perché la facilità con cui usiamo i social non ne garantisce affatto un uso corretto. Non tutto è lecito, non tutto è utile. Se dobbiamo appagare la necessità di rinforzare la nostra immagine social dobbiamo provare a farlo senza usare i nostri figli o costruendo con loro un percorso consapevole non appena raggiungono l’età giusta per capire. Troppa leggerezza può essere davvero dannosa, riflettiamoci!

La scheda libro

Sharenting. Genitori e rischi della sovraesposizione dei figli online

di Gianluigi Bonanomi

Mondadori – Università

Sharenting