Sofia legge Le valigie di Auschwitz: “quanto hanno sofferto i bambini della Shoah”!

Le valigie di Auschwitz è il libro di Daniela Palumbo che racconta del nazismo vissuto dai bambini di quell’epoca in diversi paesi europei: Italia, Germania, Francia e Polonia.

In particolare conosciamo le quattro terribili storie di Carlo, Hanna e Jacob, Emeline e Dawid che hanno conosciuto gli effetti delle leggi razziali sulla loro pelle. Il libro racconta dei giorni trascorsi in solitudine perché gli ebrei venivano cacciati dal lavoro e dalla scuola, venivano additati come portatori di malattie e non potevano avere nessun diritto.

“Le leggi razziali sono un esempio della cattiveria di cui sono capaci gli uomini”.

La prima storia de Le valigie di Auschwitz è quella di Carlo, un bimbo italiano, figlio di un ferroviere. Il padre perderà il lavoro e lui verrà cacciato da scuola a causa delle leggi razziali. Tutta la famiglia verrà costretta a fare le valigie per i campi di concentramento.

Hanna, e Jacob sono due fratellini tedeschi di famiglia ebrea che perdono anche il diritto di andare dal dottore. Jacob ha una disabilità e per questo viene strappato alla famiglia perché i nazisti perseguitavano gli ebrei ma anche i disabili. Anche la famiglia di Hanna e Jacob viene costretta a fare le valigie per andare al campo di concentramento. La storia di Jacob mi ha colpito molto e mi ha fatto piangere. E’ terribile subire ingiustizie senza poter fare niente.

Emeline è una bambina francese ebrea di sette anni che non riesce a spiegarsi perché, a un certo punto, agli ebrei venga vietato tutto. La sua famiglia è costretta a cucirsi sui vestiti la stella di David in modo che i tedeschi possano capire subito che sono ebrei. Cerca spiegazioni che non trova. Anche io mi arrabbio tantissimo quando alle domande non c’è una risposta. Emeline scappa di casa per qualche giorno e questo la salverà dalle deportazioni.

Dawid è un bambino polacco, unico sopravvisuto allo sterminio della sua famiglia perchè il padre lo aveva ben nascosto. La sua sorte si unirà a quello di un altro bambino e insieme verranno “adottati” da una ragazza ariana che era stata la sua tata. Purtroppo il loro essere ebrei condannerà anche la tata: una vicina di casa farà la spia alla Ghestapo e non ci sarà nessuna pietà nè per i bambini nè per la ragazza che li aveva portati a casa sua perché orfani.

Quando ho iniziato questo libro ho pensato che le storie fossero state raccontate in prima persona dai protagonisti perché sopravvissuti ai campi di concentramento. Mano a mano che leggevo mi sono accorta che non era così e mi sono sentita triste e impotente. Credo che sia giusto sapere quello che è successo e ricordarlo sempre perchè non venga ripetuto.

Ho letto anche la storia di Liliana Segre “Fino a quando la mia stella brillerà“, scritta da Daniela Palumbo autrice de Le valigie di Auschwitz e la terrò sempre nel mio cuore.

La scheda libro

Le valigie di Auschwitz

di Daniela Palumbo

Il Battello a vapore

Le valigie di Auschwitz