Libri da regalare a Natale: le 7 strenne Giunti scelte da Qui si legge

Ci sono tanti motivi per regalare un libro a Natale. Il più importante è che sopravviverà al Natale e, quindi, anche a noi. Ecco le nostre scelte, tra le strenne Giunti, per farci ricordare. (Leggi anche “Natale: sette buoni motivi per regalare un libro a un bambino).

GIUNTI BAMBINI E RAGAZZI

L’isola dei giocattoli perduti

di Cynthia Voigt

L'isola dei giocattoli perduti
La curiosità aiuta a crescere

Teddy è un orsetto senza gambe che ha bisogno dell’aiuto degli altri per spostarsi sul suo carretto, ma viaggia velocissimo con il pensiero e la fantasia: osserva, riflette e cerca ogni giorno nuove domande e nuove risposte. Vive su un’isola insieme a un elefante che cucina muffin, un pinguino scontroso, un serpente sempre affamato e altri amici. Teddy è curioso e grazie alla sua voglia di conoscere, scoprire ed esplorare il mondo convince gli altri ad accompagnarlo al di là degli alberi di melo, dove nessuno si è mai spinto.
Vincitore del Parents Choice Silver Honor Award.
Titolo originale: ”Teddy & Co.” (2016).

Leggi l’articolo di Sofia Frigerio e Sofia Storti, due amiche di 8 anni che hanno passato una mattina a confrontarsi sul libro.

Sofia S: Quale credi che sia il messaggio di questo libro?

Sofia F: E’ importante aiutare chi, come Teddy, ha bisogno di aiuto, ma è anche importante non perdere la voglia di scoprire il mondo che Teddy ha, al contrario degli altri che hanno le gambe per farlo, ma non ne hanno più voglia.

 

Wonder

di R. J. Palacio

 

Wonder
Un best seller imperdibile per grandi e piccini, ora anche al cinema

Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, la sindrome di Treacher-Collins, si trova ad affrontare con coraggio il mondo della scuola, dopo anni di protezione da parte della sua famiglia. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi sarà suo amico?

Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l’anno scolastico che finirà in modo trionfante, grazie alla gentilezza con la quale si confronta con le persone intorno a sé.

Un bellissimo libro per ragazzi e per adulti che affronta con delicatezza il tema della disabilità. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.

Per oltre 55 settimane nella classifica bestseller del New York Times. Al cinema dal 21 dicembre 2017.

Scoprite il sito di Wonder

Viking. Le ossa di Ardal

di Linnea Hartsuyker

Viking
A breve la recensione di mamma Paola & Ranieri

Da quando il padre è morto in battaglia, Ragnvald si è battuto duramente per difendere la sorella e attende la maggiore età per recuperare le terre che gli spettano. Quando il capitano della sua nave tenta però di ucciderlo mentre tornano da una scorreria, Ragnvald capisce che è stato il patrigno a ordire l’agguato. Non è facile avere giustizia nella Norvegia vichinga, dove centinaia di piccoli re competono per un lenzuolo di terra. E se da Ragnvald ci si aspetta che sia disposto a morire per il proprio onore, dalla sorella Svanhild ci si aspetta un buon matrimonio. Non è questo però il destino che lei desidera e quando Solvi, l’acerrimo nemico del fratello, le offre l’opportunità di sfuggire alla crudeltà del patrigno, Svanhild deve compiere l’estrema scelta: famiglia o libertà. Attingendo alle saghe islandesi, Hartsuyker racconta la vera storia di Ragnvald di Møre, braccio destro di Harald I Bellachioma, primo re di Norvegia, e della sorella Svanhild, assetata di libertà in una società in cui al crescere del potere del fratello cresce il valore di lei come pedina politica. Una grande saga che piacerà tanto agli appassionati di storia quanto ai lettori delle ”Cronache del ghiaccio e del fuoco”.

 

 

 

 

Il libro perduto

di Pierdomenico Baccalario e Eduardo Jàuregui

Il libro perduto
In casa “Qui si legge” arriva con Babbo Natale!

Un avvenimento incredibile sconvolge il mondo dei libri: il giorno del lancio di quella che il critico Leo Gutemberg ha definito ”la più incredibile storia mai scritta”, dalle pagine del libro scompare l’inchiostro. Letteralmente spariti testo e illustrazioni da tutte le copie. Saranno Alba e Diego, due fratelli appassionati lettori, a indagare su questo terribile mistero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIUNTI ADULTI

Il venditore di metafore

di Salvatore Niffoi

Il venditore di metafore
Leggi l’intervista a Salvatore Niffoi

 «Ma lo sa lei che una storia ben raccontata vale almeno cento volte una storia solo letta? Ogni storia di mannai Nicolosa Longhitta per me è un cinema in diretta, dove vedi, tocchi, senti, annusi, gusti, e tu sei tutti gli attori nello stesso momento, sei il cielo e il mare, la pioggia e il vento, il riso e il pianto, tutto sei!». Il libro narra la storia di Agapitu Vasoleddu, un uomo che nelle prime pagine definiremmo un “ultimo” e che, invece, nonostante la povertà e l’ignoranza, dopo una devastante carestia che colpisce il villaggio di Thilipirches, diventa “Matoforu“, il venditore di storie. Gira la Sardegna con un carretto e un cane acciaccato ma fedele, raccoglie intorno a sé le persone, le ipnotizza con le parole, ed è talmente bravo e convincente che gli aspetti magici e soprannaturali che esorcizzano la paura della morte ma anche della vita, in bocca a lui sembrano la cosa più naturale del mondo. “Gli abitanti dei paesi lo aspettavano come un messia” e lui “Ajò, zente, se volete ridere e piangere insieme a Matoforu di Thilipirches, portatevi solo la voglia e non perdetevi la storia che sto per raccontare”. Lezioni di vita sull’ossessione, oggi purtroppo male comune, che affligge il nano Lambutu Malledda, “diventato schiavo della voglia di diventare quello che non era“; oppure l’eterna arroganza dei forti che ci fa soffrire con Mataforu quando due carabinieri, per mero esercizio di potere, gli portano via il quaderno “dove aveva trascritto tutte le storie che aveva raccontato fino a quel giorno e gli spunti per quelle che doveva raccontare an

Il contrario delle lucertole

di Erika Bianchi

Il contrario delle lucertole - Erika Bianchi
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Il contrario delle lucertole” è il romanzo di Erika Bianchi che narra la storia di una famiglia meticcia percorrendone quattro generazioni in cui si intrecciano destini zoppi e figlie abbandonate ma anche amori assoluti e racconti di biciclette, animali, sogni tramandati come tesori.

1948, Dinard, sulle coste settentrionali della Francia: nel cuore di un luglio leggendario, quello in cui Gino Bartali scala la Francia a pedalate facendo sognare uomini e donne appena usciti dagli orrori della guerra, un gruppo di tecnici segue il campione.

Tra loro Zaro Checcacci, giovane meccanico nativo – come ”Ginettaccio”- di Ponte a Ema, che durante una delle serate euforiche dopo una tappa vinta incontra Lena, giovanissima cameriera bretone. Il tempo di una notte e la carovana del Tour riparte, lasciando Lena sola, e ignara di portare nel ventre Isabelle, che nascerà nove mesi dopo.

Ponte a Ema, 1959. Nell’officina di biciclette di Zaro, ormai sposato e padre di un bambino, Nanni, si presentano Lena e Isabelle, che ha dieci anni. Zaro non vorrà mai riconoscerla come figlia, eppure tra Isabelle e Nanni si instaurerà un rapporto di fratellanza profonda. Vent’anni dopo, mentre soffia il vento della contestazione, Isabelle è una giovane donna che non è mai voluta salire su una bicicletta. Ma è sopravvissuta all’infanzia e dà alla luce due bambine, Marta e Cecilia, destinate a portare nel loro cammino e nel loro stesso corpo le tracce della storia che le precede…Mentre Marta, la primogenita, trova uno spazio nel mondo, dentro l’animo di Cecilia si apre la voragine spaventosa e seducente della fame, capace di divorare anche un’intelligenza straordinaria come la sua. In queste pagine, che a tratti hanno l’andamento ventoso e travolgente delle migliori avventure umane e altrove si soffermano su poche immagini come fotogrammi, Erika Bianchi si rivela una scrittrice matura, forte, sorprendente.

 

 

 

 

Il bambino che disegnava parole

di Francesca Magni

Il bambino che disegnava parole
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Il bambino che disegnava parole. Un viaggio verso l’isola della dislessia e una mappa per scoprirne i tesori” di Francesca Magni racconta di Teo, un bambino intelligente, bello, dalla personalità spiccata, bravissimo a scuola.

Fino a che, con l’approdo alle medie, qualcosa sembra spezzarsi irreparabilmente e lui entra in una crisi sempre più ineludibile. Quando i genitori, spiazzati da quella che sembra essere una precoce adolescenza, chiedono aiuto, gli specialisti sono unanimi nel loro verdetto: semplicemente, Teo è dislessico. Da sempre. Fino a 12 anni è riuscito a nasconderlo utilizzando tutte le “strategie compensative” a disposizione della sua mente vivacissima, adesso – di fronte alla crescente complessità dello studio e delle sue grandi ambizioni – non riesce più a farlo, e la sensazione di inadeguatezza covata a lungo genera un panico buio, distruttivo. Inizia per lui, per i suoi genitori, per sua sorella Ludovica, per la famiglia intera un viaggio. Innanzitutto nel proprio stesso passato, per leggere a ritroso i segni di un problema che forse non riguarda solo Teo, ma che in lui per la prima volta si esprime con la perentorietà di un’urgenza. E poi fuori, nel mondo degli psicologi, dei neurologi, della scuola: che è la prima linea, il confine cruciale dove una difficoltà individuale può imboccare la via buia del disagio o trasformarsi in una straordinaria risorsa per tutti. Con il lume incerto che ogni madre regge tra le mani, sempre a rischio di oscurarsi quando il vento del cuore soffia troppo forte ma ancor più capace di ravvivarsi miracolosamente per generare luce e speranza, Francesca Magni racconta questa avventura personale e al tempo stesso, con immensa cura e tenacia, traccia una mappa preziosissima per tutti noi: per non perderci, per non permettere che i nostri ragazzi si perdano per strada, per scoprire nuove insospettabili meraviglie della mente umana.