Tutta colpa del K-pop, la passione di Sofia, 11 anni (e un po’ anche quella di mamma)

Cosa puoi leggere in questo articolo?

Tutta colpa del k-pop, beh che dire… è una faigaggine.
Il libro di uno dei miei youtuber preferiti che parla del mio argomento preferito: la Corea!
Quanto mi sono emozionata, un anno e mezzo fa, quando ho visto su YouTube un video del canale “Seoul Mafia“!
Lo sanno tutti: mafia=Italia e Seoul=Corea quindi… Italia e Corea.. insieme? Ero scioccata. Non potevo crederci. Finalmente! Da lì ho iniziato a guardare ogni video vecchio e nuovo e anch’io sono diventata una grande seguace di Marco Ferrara, in arte Seoul Mafia, il suo canale è una delle mie fonti sulla cultura coreana. 

La storia di Marco è incredibile. Lui è ballerino e cantante ed è riuscito a farsi selezionare per entrare in una band k-pop in Corea. E’ partito con grandi speranze, senza conoscere la lingua nè i metodi che i coreani utilizzano per creare dal niente i cosidetti “idol“. Ore e ore di allenamento, anche notturno, nessuna possibilità di svago, pure il cibo era poco, insomma tantissimi sacrifici nel periodo di training e Marco non ha resistito. Tutti gli appassionati di k-pop conoscono la vita di un trainee ma sentirsela raccontare dal punto di vista italiano e tutta un’altra cosa. Marco ha lasciato il gruppo anche perché non aveva certezze di debuttare davvero, ma non ha mollato: si è iscritto all’università per imparare la lingua e ha aperto il suo canale You Tube che ha un successo incredibile.

Consiglio questo libro non solo ai fan del k-pop, ma a tutti! Servono i suoi racconti e le sue informazioni su questo fantastico mondo che si sta espandendo sempre di più, ogni anno che passa!

Grazie Marco per averci donato questa “sacra carta” :-), raccontata con naturalezza, con il tuo modo di essere così frizzicarellante!

Tutta colpa del k-pop… Non ho mai sentito frase più vera!

Nota della mamma

Se non conoscete il k-pop, beh, siete vecchi (dentro). Se non conoscete Seoul Mafia, pure. La rivoluzione musicale delle band coreane, da qualche tempo ai primi posti delle classifiche di tutto il mondo, è arrivata anche in Italia. Certo i più avranno bisogno di un passaggio a Sanremo per legittimare questi ragazzi e queste ragazze che si allenano anni dalla mattina alla sera per salire su un palco a ballare e cantare in coreano, o in quel mix inglese-coreano che ha consentito loro di sfondare in tutto il mondo. Per dirvene una, secondo lo Hyundai Research Institute, la k-pop band più famosa, i BTS, genera per l’economica coreana oltre 3.5 miliardi di dollari all’anno (leggi di più qui).

La passione di Sofia per il k-pop è nata un paio d’anni fa. All’inizio abbiamo pensato a qualcosa di passeggero, ma poi abbiamo visto che l’interesse si estendeva dalla musica alla cultura, alla cucina, alla lingua. Abbiamo imparato anche noi a conoscere i BTS (cantiamo insieme in macchina a squarciagola Stay goooooooooooooooooooooold) o le Black Pink o le Twice e abbiamo dedicato un salvadanaio collettivo ai risparmi per un viaggio a Seoul (sperando nella fine della pandemia).

Unica nota negativa di questa passione è che siccome è ancora davvero lontana dal mondo musicale che va per la maggiore tra i ragazzini, può isolare chi ne è appassionato. A Sofia è successo, in prima media, di parlare con grande passione del k-pop durante una lezione di musica ma questo le è costato epiteti pesanti e sguardi giudicanti da parte di chi si riconosceva in Sferaebbasta e trucidi compagni (noi ringraziamo il cielo di averceli risparmiati).

Quest’anno, complice la pubblicità della Samsung che ha fatto entrare in tutte le case Dynamite dei BTS, Sofia si è presa la sua rivincita.

La scheda libro

Tutta colpa del k-pop

di Seoul Mafia

DeAgostini

Tutta colpa del k-pop