Un gioco da ragazzi, gli anni di piombo nel nuovo romanzo di Enrico Ruggeri

Un gioco da ragazzi“, il nuovo romanzo di Enrico Ruggeri, è la storia di una famiglia milanese che attraversa, non indenne, gli anni di piombo.

Mario, Vincenzo e Aurora sono i figli di Carlo Scarrone, professore universitario di letteratura, e Anna Rustici, insegnante di lettere. L’equilibrio borghese della famiglia viene completamente devastato dalle scelte dei due figli maschi. Pur avendo solo un anno di differenza e pur essendo stati educati nella stessa identica maniera, Mario si avvicinerà ai gruppi organizzati di sinistra che a metà degli anni settanta monopolizzavano le scuole milanesi, mentre Vincenzo, rivendicando libertà di pensiero dall’ideologia dominante, sposerà le idee della destra.

Nel romanzo tutta l’attenzione dell’autore è sulla storia delle singole persone, poco ricordate quando si parla di quegli anni che videro degenerare in lotta armata la più “romantica” contestazione giovanile del ’68.

Una degenerazione che non toccherà Aurora, un po’ figlia un po’ madre, che con dolcezza e diplomazia cercherà di mantenere un equilibrio tra le forze centripete che straziano la famiglia.

“Amava e stimava i suoi fratelli, che a lei sembravano molto più simili di quanto pensassero: secondo lei i problemi erano emersi perché nessuno dei due era in grado di tollerare le ingiustizie, ognuno aveva reagito a modo suo e adesso era impensabile farsi da parte”.

La bravura di Ruggeri sta nel costruire in modo approfondito ed empatico i personaggi, facendoci sentire esattamente quello che provano: viviamo con loro i tormenti di chi è convinto di operare per la Giustizia, ma in realtà, spesso, è solo manovrato o strumentalizzato da chi, ben comodo su alt(r)e poltrone, ha fatto della conquista del potere la sua ragione di vita. Forse solo per questi personaggi, nascosti e mai consegnati alla giustizia, quegli anni sono stati “Un gioco da ragazzi“.

Osserviamo da vicino tutta la militanza di Mario e Vincenzo nei rispettivi gruppi politici di appartenenza che, guardati col senno di poi, non erano così tanto differenti nelle logiche e nelle dinamiche. Mario e Vincenzo sfiorano il protagonismo nelle tragedie che segnarono un’epoca: le stragi (da Piazza Fontana a Bologna), i sequestri di persona, gli omicidi e le gambizzazioni, la guerriglia armata. E a noi tornano i brividi.

Mario e Vincenzo scelgono (con la propria testa?) una strada che non contempla la famiglia. E noi condividiamo i loro sensi di colpa.

Il romanzo ha un ottimo ritmo, si legge d’un fiato (lo so, caro Enrico, che ci hai messo tempo e anima, ma se il risultato del tuo lavoro si fa divorare, devi esserne fiero).

Il tono della prosa, nonostante i temi trattati, è incredibilmente elegante e Ruggeri conserva l’eleganza anche esprimendo disprezzo per alcuni personaggi passati dalla prima linea della lotta armata a comodi percorsi politici.

La musica

La musica è protagonista nella Milano degli anni settanta, ma anche quella riesce a dividere. Nel romanzo sono a senso unico i gusti musicali della sinistra che egemonizzano un periodo nel quale, però, uno squarcio viene aperto dalle novità londinesi e americane: Lou Reed, David Bowie, i Genesis, seguiti dal punk. La musica in “Un gioco da ragazzi” ha un ruolo salvifico per Aurora che, equidistante dall’impegno politico dei fratelli, proprio grazie alla “nuova” musica potrà guardare al futuro.

Milano

Sullo sfondo del romanzo, ma con un ruolo da protagonista, una Milano ferita che avrà bisogno di una ventina d’anni per riprendersi prima di vedersi di nuovo devastata, stavolta da “Mani pulite“.

Solo per i fan

  • Il romanzo di Enrico, che ho amato moltissimo, a tratti, mi è sembrato l’esplosione e l’approfondimento dei testi di Punk, tanti concetti già ben presenti allora, riletti e approfonditi con uno sguardo maturo.
  • Il primo concerto dei Decibel alla Piccola Broadway è espressamente citato nel romanzo:

In quel clima così teso venne annunciato che il 4 ottobre (del 1977, ndr) in un locale della città si sarebbe tenuto il primo concerto punk d’Italia, con una band sconosciuta ai più“.

  • Qualcuno nel romanzo beve Pernod, qualcuno prende Anafranil (senza birra e synt).
  • Qualcuno ascolta solo gli Inti Illimani ma, come sappiamo, sull’antipatia per quel gruppo si fonda un grande sodalizio artistico (Ruggeri – Muzio).
  • E per chiudere, per me Aurora, il più bel personaggio del romanzo, è un “(solo) punto verde tra il rosso e il nero“.

Il professore nano

Di Enrico Ruggeri abbiamo recensito anche Il Professore nano

La scheda libro

Un gioco da ragazzi

di Enrico Ruggeri

La nave di Teseo

Un gioco da ragazzi