Io non ti lascio solo: quanto conta un amico per affrontare un dolore?

The reading family legge il romanzo di Gianluca Antoni “Io non ti lascio solo”

Durante i lavori di ristrutturazione di una vecchia casa di montagna vengono ritrovati i diari di due ragazzi che, vent’anni prima, vi avevano vissuto una brutta avventura: Filo e Rullo. I diari vengono portati al maresciallo De Benedittis che, all’imporvviso, viene riportato indietro nel tempo, a quell’indagine che non è mai riuscito a chiudere…

Che bello avere un amico fidato al quale confidare tutto, un amico così amico da scappare di casa con te per cercare il tuo cane che si è perso nel bosco.

Questo è Rullo per Filo, una persona disposta a tutto per farti felice, un amico più unico che raro come, del resto, raro è anche il suo nome.

E così, una mattina, al posto di andare con la classe in gita, Filo convince Rullo a scappare nei boschi per cercare Birillo, il suo meticcio, perso dal padre in montagna durante un temporale.

Una perdita che Filo non perdona a suo padre, con il quale ha un rapporto freddo e conflittuale che non ha saputo rinsaldarsi dopo la morte della mamma di Filo.

I ragazzi iniziano a esplorare il bosco e arrivano alla casa di uomo terribile e solitario, Guelfo, il cui figlio di soli due anni è scomparso da tempo, forse da lui stesso ucciso. Si avvicineranno troppo a Guelfo e avranno bisogno di aiuto.

Sarà Amélie , una dolcissima e coraggiosa bambina, insieme a Scacco, il matto buono del paese, a correre da Filo e Rullo prima che accada l’irreparabile. Insieme dovranno affrontare non solo Guelfo, ma una verità troppo a lungo nascosta.

Ranieri, 13 anni: anch’io vorrei un amico come Rullo

Rullo è un personaggio stupendo in questa storia. Sembra più fragile di Filo, più emotivo ma in realtà ha una funzione importantissima: aiutare Filo a gestire il più grande dolore della sua vita che è la perdita della mamma. Rullo c’è sempre, anche quando Filo lo sgrida o lo prende in giro. Lui c’è e per fortuna, se no chissà che ne sarebbe stato di Filo! P.S. io ho trovato Guelfo più solo che cattivo.

Sofia, 12 anni: ho amato il coraggio di Amélie

Il personaggio di Amélie mi è piaciuto molto non solo perchè è praticamente l’unico personaggio femminile della storia, ma perché è una bambina molto coraggiosa. Non si lascia spaventare da niente, trova sempre una soluzione, mente a fin di bene (ai nonni, per esempio) ed è sempre pronta ad aiutare gli altri. Mi piacerebbe molto avere un’amica così! Ho adorato anche Scacco, matto ma non troppo.

Mamma Paola: guardare in faccia il dolore per non soccombere

Io non ti lascio solo è un romanzo che ben si presta a una lettura “familiare”. La storia è avvincente, il linguaggio lineare ma efficace, i personaggi ben costruiti e i temi trattati suggeriscono tanti spunti di riflessione e dialogo con i ragazzi.

Al centro del romanzo la preziosa amicizia tra Filo e Rullo, un’amicizia capace di affrontare il dolore. E di dolore nel romanzo ne troviamo parecchio: la morte della mamma di Filo e il padre che si rifugia nell’alcol, Guelfo che perde un figlio, Scacco che perde i genitori.

E come lo si affronta un dolore quando è tanto grande? Con gli strumenti che si hanno a disposizione: a volte è la nostra mente che ci salva, a volte pensiamo che ricorrere a qualcuno o a qualcosa possa scusare la nostra incapacità di reagire.

L’importante, però, è trovare la forza di affrontare qualsiasi dolore perché solo guardandolo in faccia non potrà più fare paura.

La scheda libro

Io non ti lascio solo

di Gianluca Antoni

Salani

Io non ti lascio solo

L’autore

GIANLUCA ANTONI è nato nel 1968, vive a Senigallia dove lavora come psicologo e psicoterapeuta. Con questo libro, di cui sono già stati venduti i diritti cinematografici, ha vinto il torneo letterario IoScrittore e il premio Romics.